adidas nmd runner pk adidas is dropping two nmd runner pk releases this weekend adidas nmd runner european release dates adidas originals nmd august 18th releases adidas nmd runner triple white adidas nmd runners releasing at pac sun nice kicks adidas nmd die tye adidas nmd runner suede adidas nmd pk runner in yellow releasing in february adidas nmd runner pk yellow camo release date packer shoes adidas nmd adidas nmd runner primeknit red camo adidas nmd runner adidas nmd runner pk adidas nmd runner white adidas nmd white red blue release date adidas nmd white red blue another look adidas nmd white more imagery adidas nmd r2 white mountaineering preview adidas nmd runner pk yellow camo

Vediamo attraverso una tessera elettorale, nell’oscurità

“Videmus nunc per speculum in aenigmate”: ora vediamo attraverso uno specchio, nell’oscurità. Sono parole di Paolo di Tarso (Prima lettera ai Corinzi, 13, 12).1 In questa frase, in un certo senso, è racchiusa la mia Weltanschauung.

Philip K. Dick e Jorge Luis Borges, non a caso i miei scrittori preferiti, ne erano ossessionati. L’intera produzione letteraria di Dick, da “Le tre stimmate di Palmer Eldritch” a “Un oscuro scrutare”, non è altro che la riproposizione – in chiave paranoica e allucinata – del concetto espresso in questa frase. Borges, dal canto suo, dedica un racconto (“Lo specchio degli enigmi”, contenuto in “Altre inquisizioni”) alle diverse interpretazioni date da Léon Bloy al versetto di Paolo.

Il signore raffigurato nell’immagine è proprio Jorge Luis Borges. Il disegno è opera di Paolo Morales, sceneggiatore e disegnatore scomparso prematuramente nel 2013, uno degli autori più originali di Martin Mystère.

Incontrai Morales a Ferrara nel maggio del 2011, durante il IX MMMF (Martin Mystère Mystery Fest, una specie di Festival di Sanremo con Luca Salvadei nei panni di Amadeus e Alfredo Castelli al posto delle canzoni). Ricordo che appena lo vidi ripensai subito a una storia pubblicata qualche anno prima (nel 1995 😲), intitolata “L’Aleph”, come il celebre racconto dello scrittore argentino.

Chiesi a Morales di disegnare Borges e subito dopo gli suggerii di scrivere quelle parole. Lui mi guardò per un istante, sorrise ed eseguì senza chiedere spiegazioni. Ero stato l’unico a non volere un disegno di Martin Mystère.

Stamattina, mentre cercavo la mia tessera elettorale, mi è tornato alla mente quell’incontro. Così, all’improvviso.

(Perché ho ripensato a quell’incontro, ma soprattutto perché sono stato assalito dalla necessità di trovare il prima possibile la mia tessera elettorale, visto che probabilmente non ci saranno elezioni a breve? Vorrei tanto saperlo. Rasoio di Occam: la spiegazione più plausibile è che io sia irrimediabilmente pazzo.)

Ebbene, dopo circa mezz’ora la tessera elettorale è saltata fuori. Era in una cartelletta rossa, tra una bolletta del 2012 e il disegno di Morales.

Uno strano caso di sincronicità junghiana? Un misterioso messaggio da una dimensione sconosciuta? No, figuriamoci. Una semplice coincidenza, ovviamente. In fondo si tratta solo di un disegno a matita, un po’ di grafite su un sottile strato di fibre di cellulosa.

“Caro Sim, videmus nunc per speculum in aenigmate.”

Vado a comprare una cornice (non ho ancora deciso se per il disegno di Morales o per la tessera elettorale).

Borges disegnato da Morales

  1. Videmus nunc per speculum in aenigmate: tunc autem facie ad faciem. Nunc cognosco ex parte: tunc autem cognoscam sicut et cognitus sum. Ora vediamo attraverso uno specchio, nell’oscurità; ma allora vedremo faccia a faccia. Ora conosco in parte; ma allora conoscerò come sono conosciuto. Traduzione di Cipriano de Valera, così come riportata nella versione italiana del racconto di Borges “Lo specchio degli enigmi”. Mi ritrovo solo nelle prime parole. Paolo di Tarso, essendo un credente, era decisamente più ottimista di me. E Paolo Morales? Chissà. []

Monty Python and the Holy Chestnut Ubik Tree

Ho sempre amato Philip K. Dick e i Monty Python, quindi vivere in una realtà che sembra un film dei Monty Python sceneggiato da Philip K. Dick dovrebbe rendermi felice. Invece, chissà perché, mi sento come Roquentin quando osserva la radice del castagno.

Il discorso

«Il discorso grosso modo era questo: l’uomo, umanizzandosi, aveva acquisito insieme alle gambe diritte e al passo aitante un istinto migratorio, l’impulso a varcare lunghe distanze nel corso delle stagioni; questo impulso era inseparabile dal sistema nervoso centrale; e quando era tarpato da condizioni di vita sedentarie trovava sfogo nella violenza, nell’avidità, nella ricerca di prestigio o nella smania del nuovo.»

Bruce Chatwin, Anatomia dell’irrequietezza

[Migrazioni globali. Nei quadrati il luogo di partenza e il numero complessivo di persone emigrate, espresso in milioni; nei cerchi le destinazioni e il numero di persone immigrate. Il periodo di riferimento è indicato in basso a destra. Fonte: The Cambridge World History: Volume 1, 2015]

Al di là

Al di là di religioni, ideologie, colore della pelle, orientamenti sessuali e identità di genere.

Al di là di confini, steccati, etichette, barriere, muri, fossati, divisioni, integralismi, sovranismi, fascismi, oscurantismi.

Al di là di tutto, non dovremmo mai dimenticare quel che siamo: aggregati atomici a base carbonio che esistono per poche decine di anni su una sfera rotante nel buio cosmico.

Negare a qualcun* la libertà di amare chi vuole, essere se stess* e autodeterminarsi non è solo ingiusto, è anche profondamente stupido.

Aleph, virgola

Le parole sono oggetti impalpabili, esistono e non esistono. Piccoli segni, minuscoli insetti di inchiostro, sequenze di byte in sistema binario, rivoltelle dei primi del ‘900 e strumenti di tortura del Medioevo, torte di mele della nonna, forme geometriche e plastilina, spigoli e curve, pietre di selce e castelli di sabbia destinati a scomparire alla prima mareggiata.

Ogni parola è un Aleph, contiene l’intero universo. E in tutto questo le virgole, sì, possono essere pieghe che ammorbidiscono, ma anche argini che frenano o spuntoni di roccia che feriscono. Una virgola, un’altra virgola, un punto e virgola; respirare e riprendere fiato, accarezzare le circonvoluzioni dei pensieri, non farsi travolgere.

Tutti noi ne abbiamo bisogno, anch’io sento questa necessità. Eppure, in un punto imprecisato del mio inconscio, nascosta, sommersa, calpestata dalla quotidianità e dal senso comune, violata dalle regole del mondo e del linguaggio ordinario, esiste una creatura che scalpita, si dimena, vuole vivere.

Quella creatura mi fa paura, mi terrorizza più di ogni altra cosa; ma la amo, non posso non amarla, forsennatamente e disperatamente, perché è il mio nucleo più autentico, il primo e l’ultimo pezzo del mio Aleph. Quella creatura sono io.

I Malkut

  • Sono sicuro che voi non mi credete, e non credete nemmeno che credo a ciò che dico. Eppure, è vero. Siete liberi di credermi o di non credermi, ma credete almeno a questo: non sto scherzando. È una cosa molto seria, molto importante. Dovete capire che, anche per me, il fatto di dichiarare una cosa simile è stupefacente. Un sacco di gente sostiene di ricordarsi delle vite antecedenti; io sostengo, invece, di ricordarmi di un’altra vita presente. Non sono a conoscenza di simili dichiarazioni, ma sospetto che la mia esperienza non sia unica. Ciò che è unico, forse, è il desiderio di parlarne. Philip K. Dick

Twitter

Archivi

Follow

Get every new post on this blog delivered to your Inbox.

Join other followers: