Il tuo müesli

Il tuo müesli non ti tradisce mai. È lì, ti aspetta dentro la credenza lilla della cucina. Ti vuole bene, ti ama, esiste per renderti felice. La mattina versi il latte freddo nella tazza, prendi il grosso cucchiaio made in Taiwan e cominci a mangiare i croccantissimi agglomerati di cereali con cioccolato fondente e nocciole. Sono ricchi di vitamine, fibre e sali minerali, ti danno tanta energia e voglia di fare. Li mangi come se non ci fosse un domani, come se la tua intera esistenza fosse racchiusa in quel sublime atto di masticazione e deglutizione, deglutizione e masticazione. Un loop infinito di piacere. Chomp chomp chomp, rapimento estatico, chomp chomp chomp.

muesli

Alcuni cereali si incastrano tra i denti, altri finiscono in fondo alla tazza. Cerchi di prenderli col cucchiaio, non ci riesci. Chomp chomp chomp, nella tua mente scorrono canzoni di Ivan Graziani e Aphex Twin. Fissi la poltiglia di latte e cereali e pensi all’ultima puntata di BoJack Horseman, alle radici osservate da Roquentin, a quella formica che hai schiacciato inavvertitamente. I cereali si gonfiano, si spaccano, si disgregano e poi tornano insieme. Assumono forme strane, ti guardano, ti deridono. Li colpisci col cucchiaio, cerchi di annegarli ma sono immortali. Prendi la tazza con entrambe le mani e la spacchi contro il muro con tutta la forza che hai. La tazza esplode come una supernova e i frammenti finiscono ovunque: sulla tovaglia ricamata, tra le dita dei piedi e soprattutto lì, in cielo. Liberi e felici frammenti di tazza fluttuanti nel blu. Il tuo müesli ribolle e poi evapora. Vai a fare una doccia calda.

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Margarita 1:1:1

[33% tequila] Martin Mystère, Sherlock Holmes, il capitano Nemo, Phileas Fogg. Intelligenza, scaltrezza, cultura, arguzia, senso dell’umorismo. Viaggi in giro per il mondo alla scoperta di antichissimi resti di ominidi, ricerche genetiche sensazionali, riflessioni filosofiche rivoluzionarie, rinvenimenti incredibili, barba incolta, capelli brizzolati, giacca di tweed, convegni alla Columbia University, avventure, libri, mappe, donne, una borraccia piena di vino caldo. Peli, barba, ossa sporgenti, pomo d’adamo, testosterone, aggressività. Sfida.

Tequila

[33% Triple Sec] Charlie’s Angels, Diana Lombard, Lamù, Yu. Profondità, bellezza, meraviglia, disegni sulla schiena con le dita. MacBook bianco, gelato alla panna, pubblicità colorata dell’Ikea, marshmallow, il vestito rosso sulla pelle nuda. Brividi anche se fa caldo, forme smussate, libertà di fare quello che si vuole, mancanza di obiettivi specifici, matite colorate, maglioni sformati, rotolarsi sul prato, Amélie che fa le linguacce allo specchio, una tazza di tè al cardamomo. Erotismo, piacere, sinuosità, serenità, comprensione, pace. Raccoglimento.

Triple Sec

[33% lime] L’immarcescibile speranza di capirci qualcosa. Stupidi cliché e strani simboli intrecciati, pulsioni e astrazioni mescolate. La consapevolezza che tequila e Triple Sec non esistono. Il visconte dimezzato in realtà è un cavaliere inesistente. Non ci sono Yin e Yang per te in questa prateria, bambina. Non giocare a indiani e cowboy, lascia perdere la battaglia di Little Bighorn fra Es e Super-Io. Tanto sai già come finirà la guerra. O no? Corri, è l’unica cosa che puoi fare.

Lime

[Preparazione] Mettere tutto in uno shaker con ghiaccio, scuotere energicamente, versare nel bicchiere. Fissare per un tempo indeterminato. Immaginare il sapore. Non bere.

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Semiosi illimitata

Nulla esiste per essere solo quello che è. Le rughe sul volto di quella sconosciuta hanno lo stesso sapore della carta screpolata dei vecchi giornalini, sono gli anni ’70 e i film con Elliott Gould. I tuoi occhi mi fanno pensare alle querce, alla costellazione di Orione, ai biscotti con la marmellata di more. I segnali stradali diventano cerchi colorati sulle confezioni dei cereali. Sento i granelli di zucchero sotto la lingua e penso a quel giorno di giugno sull’Etna, la bocca rossa di gelsi e il muretto in pietra lavica sotto i polpastrelli. Leggo Tropico del Cancro e rivedo quella foto in bianco e nero, quella che non è mai stata scattata.

non si spiega

Mentre corro mi sento sott’acqua, scendo in profondità e mi manca il fiato. Le curve dei tuoi fianchi assomigliano a Pink Moon di Nick Drake, quella mela invece ha il sapore di Janis Joplin. Il salotto è una giungla e i tappeti bianchi sparsi sul pavimento sono le isole Molucche; ho il pigiama a rombi e i calzini troppo larghi, la penna multicolor è la fiocina con cui affronto gli squali. I baci che mi dai sono la granita di mandorle, il sole che brucia, le spalle su un muro scrostato e gli occhi verso il mare. Ed è come essere sull’Empire State Building e osservare Central Park. Ogni cosa è incomprensibile, ogni cosa è qualcos’altro.

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L’inarrestabile regresso dell’umanità

La follia, la profonda stupida follia degli esseri umani non smetterà mai di stupirmi. Chissà cosa s’era fumato il caro Auguste Comte prima di scrivere il Corso di filosofia positiva. L’umanità andrà incontro a un progresso inarrestabile, diceva. Povero illuso. Siamo nel 2014 e l’inarrestabile progresso dell’umanità ha prodotto Facebook, i #selfie dei bimbiminkia e Beppe Grillo in streaming. Se non fosse per la scienza, che qualcosa di buono l’ha fatto (ad esempio la penicillina e gli orologi da polso digitali), saremmo totalmente fottuti. Guardiamo in faccia la realtà: niente teletrasporto, niente colonie sulla Luna e su Marte, niente macchine volanti e robot intelligenti. In compenso continuano a esserci guerre ovunque, la gente muore di fame e i gay sono ancora discriminati. In più di 70 paesi essere omosessuali è addirittura un reato. Essere gay. Un reato. Nel 2014. E si continuano a promulgare terrificanti leggi omofobe e liberticide, l’ultima in ordine di apparizione viene dall’Uganda. Ne parlo in un post su Storify che potete leggere di seguito (arrivate fino in fondo e scoprite cos’ha detto sull’argomento il mitico Carlo Taormina, non ve ne pentirete).

Ah, l’inarrestabile regresso dell’umanità.

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The Synthetic Kingdom

The Synthetic Kingdom – A Natural History of The Synthetic Future è il titolo di un’incredibile opera d’arte. L’autrice, Alexandra Daisy Ginsberg, è al tempo stesso una designer, una scrittrice, una visual artist e una ricercatrice. La Ginsberg collabora da anni – insieme a biotecnologi, artisti e sociologi – a Synthetic Aestethics, progetto dell’Università di Stanford e dell’Università di Edimburgo dedicato allo studio delle problematiche concettuali ed estetiche che pone l’evoluzione della biologia sintetica. L’interesse principale della Ginsberg riguarda il punto di intersezione tra biologia e arte. “Se davvero la biologia può essere costruita”, si chiede la Ginsberg, “è lecito domandarsi che forma darle, quale design usare o non usare?”.

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The Synthetic Kingdom è un’opera composita, realizzata mettendo insieme stampe, oggetti e video animati in cui la Ginsberg immagina ipotetiche strutture biosintetiche realizzate dall’uomo per gli scopi più disparati. L’idea di fondo è quella che presto l’evoluzione delle biotecnologie ci porterà ad aggiungere un altro ramo all’albero dell’evoluzione: quello della vita sintetica.

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 TRE ESEMPI DI STRUTTURE SINTETICHE

Nel momento in cui diviene possibile costruire da zero, come si può distinguere ciò che è naturale da ciò che non lo è? […] Prendete una caratteristica di un organismo vivente, individuatela nel suo DNA e inserite l’informazione estratta in uno chassis biologico. […] La vita sintetica elaborerà informazioni, produrrà energia, eliminerà l’inquinamento, produrrà parti che si autoriparano, ucciderà gli agenti patogeni e farà anche i lavori di casa.

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Fibre ottiche per le telecomunicazioni
I batteri con l’enzima SILICATEIN sono in grado di trasformare il mare in una fabbrica di prodotti utilizzabili dall’uomo. L’acido acetilsalicilico è polimerizzato dall’acqua marina per realizzare elementi di silicato usate nelle fibre ottiche. [DNA d’origine: Euplectella aspergillum (spugna marina)]

 

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Timer bioelettronico per il pranzo 
Attraverso l’utilizzo di un oscillatore sintetico chiamato REPRESILLATOR, questi timer viventi sono programmati per esprimere la proteina rosa DsRed2 all’ora di pranzo. [DNA d’origine: Escherichia coli]

 

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Luminaire

Energia illimitata: LUMINAIRE
L’enzima LUCIFERASE offre un’alternativa al mercurio tossico utilizzato per realizzare le lampade a basso consumo. [DNA d’origine: Lampyris noctiluca (coleottero)]

 

TRE ESEMPI DI PATOLOGIE SINTETICHE

Può succedere che batteri e strutture biosintetiche escano dai laboratori e colonizzino parti del nostro corpo. Cosa accade quando sfuggono al nostro controllo? Semplice: fanno quello per cui sono stati progettati. E prosperano.

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Tumore al polmone rilevatore di inquinamento
Donna di 64 anni, fumatrice, malata terminale. Le analisi hanno identificato una nuova specie di produttore di silicio contenente DNA proveniente  da rilevatori giapponesi di monossido di carbonio (il marchio del produttore è rimasto intatto). Una doppia malattia: nei suoi polmoni si sono sviluppati cristalli rilevatori di monossido di carbonio in risposta alla presenza di inquinanti.

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Alchimia colonica
Forse la patologia suprema: i prodotti di scarto del paziente si trasformano in oro. Si è sempre ritenuto che l’oro fosse impossibile da sintetizzare. Test genetici non sono riusciti a rivelare le origini di questi pregiati batteri alchemici. Il colon, sinora sottovalutato, adesso può essere definito il nostro organo più prezioso. Letteralmente.

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Batteri-timer rosa che occludono lo stomaco
Rimossi chirurgicamente da un uomo di 52 anni, questi batteri sintetici si sono evoluti all’interno dello stomaco del paziente. La luce emessa all’ora di pranzo ha innescato un accumulo costante di cheratina da parte dei batteri. La causa è stata identificata in un trasferimento casuale di DN A tra i batteri fuoriusciti dalla fabbrica di cheratina e un Timer bioelettronico per il pranzo smaltito per errore in una discarica locale.

Alexandra Ginsberg è stata definita da Maria Popova (quel giorno sotto l’effetto di sostanze psicotrope), forse con un eccesso di entusiasmo, un Michelangelo postmoderno. Se accettiamo questa definizione, The Synthetic Kingdom non può che essere la sua Cappella Sistina (potrei essere sarcastico, chissà), l’opera in cui è riuscita a raggiungere il vertice della sua capacità visionaria.

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I Malkut

  • The whole problem with the world is that fools and fanatics are always so certain of themselves, but wiser people so full of doubts. Bertrand Russell

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