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Confessions of a mysterious mind

Non ho tempo per far nulla, o meglio, ho il tempo necessario per fare un certo qual ragionevole numero di cose, ma io non voglio fare un certo qual ragionevole numero di cose. Voglio fare un enorme, immenso, smisurato numero di cose. Ecco perché, tanto per cambiare, non faccio assolutamente nulla. Chi mi conosce sa che, ogniqualvolta ne ho la possibilità, inserisco all’interno dei miei discorsi-fiume da logorroico impenitente la suddetta questione del tempo che manca. “Ho troppe cose da fare e troppo poco tempo per farle”, dico spesso con gli occhi iniettati di sangue e la bava alla bocca. Prescindendo da tutti i possibili discorsi filosofici sullo statuto ontologico del tempo, sulla inutilità e l’insensatezza di ogni cosa dovuta alla nostra mortalità e su mille altre questioni filosofiche estremamente complesse e affascinanti ma non affrontabili in maniera decente all’interno di un post, il modo in cui il sottoscritto vive il problema è facilmente riassumibile. Basta leggere una vecchia storia di Martin Mystère, Tempo Zero.

Prima Piccola Parentesi: Io e Martin Mystère:

Ho conosciuto il Buon Vecchio Zio Marty grazie al “TV sorrisi e canzoni” (allora mia madre lo comprava tutte le settimane, io adesso preferisco Film TV, sia chiaro), che nell’estate del 1992, quando avevo 13 anni, pubblicò dei mini-inserti staccabili con una serie di racconti a colori dei vari personaggi della Bonelli. Tra questi c’era anche una storia del BVZM, “Il viaggiatore del tempo”. Fu una folgorazione. Cominciai ad acquistare l’albo mensile e recuperai tutti i vecchi numeri. Le storie erano fantastiche ed appassionanti (ultimamente la qualità ha subito un notevole calo, tanto preoccupante quanto prevedibile, ma questa è un’altra storia) e, soprattutto, più veniva approfondita la caratterizzazione psicologica di Martin, più mi riconoscevo in lui. Ancora oggi non riesco a considerare Martin Mystere un semplice personaggio dei fumetti (ed in effetti non lo è, come ha più volte esplicitamente ammesso il suo umile biografo, Alfredo Castelli). I nostri caratteri non sono identici, ma quasi. Le nostre weltanschauungen non coincidono al 100%, ma al 99,9 forse sì. Anch’io come lui sono un ritardatario cronico, anch’io sono un divoratore di libri e ne acquisto un numero impressionante (molti di più di quanti riesca a leggerne), anch’io mi ritengo un entusiastico curioso che possiede il “senso del meraviglioso” (ogni cosa, da una piramide perduta nella foresta dello Yucatan a una fontanella nel vicolo dietro l’angolo di casa, può costituire oggetto di stupore, di riflessione, di stimolo), anch’io ho la naturale tendenza a divagare e ad aprire continuamente parentesi su parentesi all’interno dei miei discorsi (e più in generale in tutto ciò che faccio, scrivo, dico, penso), anch’io ho una particolare propensione a cincischiare in progetti e operazioni che fanno perdere tempo e non rendono denaro (la maggior parte dei cincischiamenti avvengono quando sono talmente in ritardo che non so più da che parte cominciare, cosicché, per non fare torto a nessuno, non comincio affatto). Ci sono un bel po’ di altre cose che mi accomunano a Marty (e in parte, credo, anche al suo umile biografo), ma non vorrei tediarvi oltremodo elencandole tutte. Ovviamente c’è anche qualcosa che mi differenzia dal Buon Vecchio Zio. Ad esempio, non conduco nessuna trasmissione televisiva, non abito in un elegante appartamento a pochi passi da Washington Square a New York, non ho la possibilità di girare continuamente il mondo per salvare le sorti dell’umanità, non ho nessun uomo di Neanderthal per amico, non sono sposato con nessuna donna di nome Diana, non ho nemici-amici del calibro di Sergej Orloff, al momento la mia mente non è stata riversata in nessuno strano marchingegno, etc. Però, in compenso, credo di avere il terzo occhio e ho la linea del Buddha (che lui non ha). (Rielaborazione di una email inviata dal sottoscritto alla BVZM-List nel gennaio 2002.)

Avete letto quel che c’è scritto nella prima piccola parentesi? Sì? Bravi (se non l’avete fatto non siete mica cattivi, solo un po’ meno bravi, sia chiaro). Credo di aver cominciato a riconoscermi nel BVZM proprio dopo la lettura di Tempo Zero. Nelle prime pagine si vede il povero Martin in crisi perché in ritardo sui tempi di consegna di un lavoro. Deve scrivere un libro in quindici giorni e non ha fatto praticamente nulla. Diana e Java si accorgono che c’è qualcosa che non va (Martin ha un’aria corrucciata ed è stranamente silenzioso) e riescono a fargli ritrovare tutta la sua logorrea. Martin confessa le sue debolezze e la sua incapacità di cambiare. Io confesso le mie debolezze e la mia incapacità di cambiare.

Altre 2 vignette e una amara riflessione esistenziale:


Ho paura di tutto, non so fare altro che rimuginare su sciocchezze come un ossesso, sono troppo legato agli altri, mi comporto come se fossi al centro del mondo, come se alla gente importasse tantissimo quello che faccio e quello che dico (mentre in realtà a 99,5 persone su 100 non frega assolutamente nulla) e questo mi porta ad aver paura di “sbagliare”. In realtà sono proprio io lo sbaglio. La mia vita è impostata in modo sbagliato, il mio carattere, i miei comportamenti, tutto in me è costruito male. Si può sempre cambiare, direte voi, miei piccoli lettori, non è mai troppo tardi. Ok, sono d’accordo, infatti è per questo che ancora resisto e sopravvivo, ma dentro di me ho la percezione netta che non cambierò, o quantomeno che non riuscirò mai a cambiare da solo, con le mie sole forze. Ci vorrebbe qualcuno (babbo natale o una fatina buona, l’importante è che non sia l’antipaticissima fata turchina) oppure dovrebbe succedere qualcosa, un evento esterno forte e rigenerante come il bagnoschiuma. (Rielaborazione di una email inviata dal sottoscritto ad una sua amica nel giugno 2003.)

Avete letto quel che c’è scritto nella seconda piccola parentesi? Sì? Bravi (se non l’avete fatto non siete mica cattivi, solo un po’ scemi). L’unica soluzione sarebbe quella di avere più tempo. Se il diavolo o chi per lui mi offrisse un mese di tempo extra, potrei cercare di rimettermi in pari.

Nella storia succedono un’infinità di altre cose (si parla di lussuosi hotel per miliardari, strani casi di combustione umana spontanea, psicanalisi selvaggia and so on), ma non vi racconterò nulla per non tediarvi ulteriormente e per non togliervi la sorpresa nel caso in cui decideste di leggerla. Vi basti sapere che un losco figuro molto simile al diavolo fa davvero al sottoscritto a Martin la proposta che avete appena letto nella vignetta qui sopra. Ma non è questo il punto. Non volevo parlare né di Tempo Zero, né di Martin Mystere. Cosa volevo dire, allora? Qual è il punto? Non so, credo di averlo perso. Mi basterebbe anche un punto e virgola, e pure con una semplice virgola riuscirei ad arrangiarmi. Al momento, però, ho solo tre miseri puntini di sospensione…

Terza Piccola Parentesi: Tutto è Troppo:

Da sempre, sono mosso al desiderio di capire. Devo capire tutto, devo conoscere tutto, è più forte di me. A volte questo mio desiderio mi porta ad agire persino contro i miei stessi interessi o i sentimenti delle persone a cui tengo. Pessoa sosteneva che la letteratura, come tutta l’arte, è la dimostrazione che la vita non basta. Per me TUTTO è TROPPO e non basterebbero nemmeno milioni di vite per fare quello che vorrei fare e per riuscire a capirci qualcosa. Sono travolto dalle infinite cose da fare, dalle innumerevoli cose che chiedono di essere capite. Il tempo non è poco, è ancora di meno. E’ così poco che a volte mi sento mancare il terreno da sotto i piedi e mi fermo.
Dovrei operare delle scelte, ma mi sembra di essere all’interno de Il giardino dei sentieri che si biforcano di Borges, ogni possibile scelta è origine di infinite diramazioni. E allora mi fermo, non faccio nulla, ‘perdo tempo’, risucchiato dal labirinto della mia mente, nel tentativo di capire qual è la direzione giusta. Alla ricerca di un filo d’Arianna da usare lungo la via della conoscenza (e di tutto il resto), smarrisco il tempo e non faccio nemmeno quello che avrei voglia di fare. Sopravvivo nel tentativo di trovare il tempo per rimettermi in pari col caos della mia mente.
(Rielaborazione di un commento inserito nel blog di Elfo Bruno nel maggio 2004.)

Avete letto quel che c’è scritto nella terza piccola parentesi? Sì? Bravi (se non l’avete fatto non siete mica cattivi, solo un po’ stronzi). Quindi, riepilogando: sono un caso disperato. Ho le capacità intellettive per vincere il premio nobel, l’oscar e Miss Italia (soprattutto Miss Italia), ma mi trovo in uno stato di impasse a causa della mia incapacità di gestire il poco tempo che gli dei mi hanno gentilmente concesso. Che fare, quindi? Avrei bisogno di qualcuno che mi facesse rigare dritto, un manager o, ancora meglio, un consigliere spirituale (c’è stato un periodo in cui ho creduto che il buon Oblomov e la cara Grace potessero diventarlo, ma dopo averli visti ballare il tango ubriachi ho cambiato idea). Lancio un appello. Le sorti dell’umanità dipendono da me, è ovvio, quindi aiutatemi. Sono pronto a fare tutto quello che volete che io faccia per aiutarvi ad aiutarmi (suona bene, vero?). Per ora, all’interno della quarta parentesi, mi limito a stilare un elenco delle cose che vorrei fare a breve e medio termine, in modo da darvi un’idea concreta della mia situazione.

Quarta Piccola Parentesi: Breve Elenco

  • Sostenere i X (censuro il numero esatto per la privacy) esami che mi mancano, scrivere la tesi e laurearmi.
  • Diventare immortale.
  • Trovare una risposta alle grandi domande (chi siamo? da dove veniamo? perché esistiamo? perché sono stati inventati gli orologi da polso digitali?).
  • Perfezionare la mia conoscenza dell’inglese ed imparare altre cinque lingue (spagnolo, portoghese, tedesco, cinese e giapponese).
  • Leggere i cinquanta libri di fantascienza e fantasy in lista d’attesa.
  • Leggere i cinquanta libri mainstream di narrativa straniera in lista d’attesa.
  • Leggere i cinquanta libri mainstream di narrativa italiana in lista d’attesa.
  • Leggere i cinquanta libri di saggistica in lista d’attesa.
  • Leggere le cinquanta riviste in lista d’attesa.
  • Andare al cinema almeno tre volte la settimana.
  • Diventare ricco sfondato.
  • Capirne di più di informatica, fisica, chimica, matematica, uncinetto.
  • Risolvere i miei innumerevoli problemi psicologici.
  • Vedere i cinquanta film in VHS in lista d’attesa.
  • Vedere i cinquanta film in DVD in lista d’attesa.
  • Vedere i cinquanta film in DivX in lista d’attesa.
  • Praticare lo Zen.
  • Imparare il Kung-Fu.
  • Trasferirmi a New York.
  • Capirne di più di astrofisica, biologia molecolare, greco antico, punto-croce.
  • Viaggiare senza posa in giro per il mondo.
  • Coltivare le mie amicizie.
  • Coltivare le mie relazioni sentimentali.
  • Aggiornare spesso il mio blog.
  • Leggere i cinquanta fumetti italiani in lista d’attesa.
  • Leggere i cinquanta fumetti giapponesi in lista d’attesa.
  • Leggere i cinquanta fumetti americani in lista d’attesa.
  • Fare una foto della mia pancia e mandarla ad Elfo.
  • Mettere online le foto fatte da Dnl e continuare ad essere il suo guru.
  • Scrivere il più grande libro di filosofia della mente della storia.
  • Scrivere il più grande libro di ermeneutica filosofica della storia.
  • Scrivere il più grande libro di metafilosofia della storia.
  • Diventare come Umberto Eco.
  • Diventare come Phoebe Cates.
  • Diventare come Indiana Jones.
  • Diventare come Amanda Lear.
  • Varie ed eventuali.

Avete letto quel che c’è scritto nella quarta piccola parentesi? Sì? Bravi (se non l’avete fatto non siete mica cattivi, ma vaffanculo). Ora avete un quadro decentemente completo (in realtà non è così, ma è bello far finta che lo sia) della mia situazione. Tenete conto del fatto che la speranza di vita per un essere umano di sesso maschile, qui in Sicilia, è di 73,7 anni (contro i 78,8 della donna, ecco uno dei motivi principali per cui voglio cambiare sesso). Ho quasi 25 anni, quindi ipotizzando che io viva una ventina d’anni in più rispetto alla media (mi pare il minimo) dovrebbero restarmi all’incirca 68,7 anni. Ovviamente, se riuscirò a realizzare il secondo obiettivo dell’elenco la questione non si porrà. Mi affido a voi (chiunque voi siate). Arrivederci e grazie per la cortese attenzione.

36 commenti

  1. bellissimo post, persino per chi non condivide la passione per il pur piacevole Martin Mystere.

    (fico il link al Giardino dei sentieri che si biforcano, uno dei miei racconti preferiti; ora potro’ copiarne citazioni con cui fare un figurone con gli amici.)

  2. > bellissimo post

    Sono oltremodo lusingato, ma ne deduco che non hai alcuna intenzione di aiutarmi a risollevare le sorti della mia esistenza. Eppure avresti tutti i requisiti per essere un ottimo consigliere spirituale…

    > persino per chi non condivide la passione per il pur piacevole Martin Mystere.

    Come non detto, saresti un pessimo consigliere spirituale. 😛

    > fico il link al Giardino dei sentieri che si biforcano, uno dei miei racconti preferiti

    E’ il mio preferito di Borges (lo scrittore che amo di più insieme a Philip K. Dick), subito dopo Lo Zahir, Il Libro di Sabbia e L’Aleph. Ah, per la serie “linkare è bello”, ho editato il mio post inserendo altri quattro link. Uno di questi abbastanza fico, secondo me.

  3. > alcuna intenzione di aiutarmi a risollevare le sorti della mia esistenza
    uhm… no, in effetti no.

    > ho editato il mio post inserendo altri quattro link

    ah marrano. ora vado a vederli.

  4. dnl

    Mi fa piacere che hai inserito il mio nome tra i tuoi miliardi di impegni. Non ti preoccupare, le foto non sono di primaria necessità: il punto-croce e l’uncinetto si 🙂

    Nota di servizio: non ci crederai ma ho letto tutto d’un fiato quello che hai scritto. Incredibile, sfido anche la legge della lettura a -25%!!!

    Nota 2: ho trovato e acquistato “L’Aleph”. Ho letto il racconto “L’Aleph”. Non ho capito cosa avrei dovuto capire. Mi aggiorno al nostro prossimo incontro.

    A presto :*

  5. > Non ti preoccupare, le foto non sono di primaria necessità

    Ok. Comunque, ci sono ben tre foto pressoché identiche di JoeSerpe in tutto il suo fulgore. Che faccio, le pubblico tutte e tre? 🙂

    > il punto-croce e l’uncinetto si 🙂

    Già, ma non so da dove cominciare. 🙁

  6. dnl

    Per il punto croce posso aiutarti io, quando mi trasferirò a Catania. 😛

    Per l’uncinetto, impareremo insieme, se non avrai cambiato i tuoi interessi 🙂

    :*

    Ps. Già te l’avevo scritto in una mail che probabilmente non avrai letto, ma questa storia che non hai abbastanza tempo mi angoscia molto. :((
    Se fosse possibile ti regalerei il mio tempo… tanto a me non serve… lo perdo dormendo…

  7. Grace a ttia

    Trovo profondamente offensivo essere paragonato a (o messo in lista con o altrimenti associato a) codesta Grace di cui non so una mazza. Nemmeno leggendo il di lei blog.

    E tu non mi hai mai visto ballare il tango ubriaco. Uno perché non mi hai mai visto ballare il tango, e due perché non mi hai mai visto ubriaco. A meno che l’ubriaco non fossi tu, nel qual caso non ti ricorderesti di avermi visto ballare il tango.

    Non vedo l’ora di farti il gioco del metro di Nanni Moretti, STRONZO che non rispondi più agli squilli ed alle email ed ai messaggi. Ed è inutile che lanci appelli dichiarandoti pronto a fare questo e quest’altro quando posso testimoniare per esperienza personale che non lo sei affatto, pronto ad aiutarci ad aiutarti.

  8. Trovo profondamente offensivo essere paragonato a (o messo in lista con o altrimenti associato a) codesta Grace di cui non so una mazza. Nemmeno leggendo il di lei blog.

    Non ti ho in alcun modo paragonato (né messo in lista con o associato a) Grace. Se Nicole Kidman diventasse il mio consigliere spirituale e ballasse il tango ubriaca, non per questo sarebbe minimamentre paragonabile a (né messa in lista con o associata a) te. Se avessi davvero paragonato Grace a te, comunque, la cosa non avrebbe dovuto offenderti, ma lusingarti.

    E tu non mi hai mai visto ballare il tango ubriaco. Uno perché non mi hai mai visto ballare il tango, e due perché non mi hai mai visto ubriaco. A meno che l’ubriaco non fossi tu, nel qual caso non ti ricorderesti di avermi visto ballare il tango.

    Io ricordo di averti visto ballare il tango ubriaco, ergo hai ballato il tango ubriaco. Tutto il resto è irrilevante.

    STRONZO che non rispondi più agli squilli ed alle email ed ai messaggi.

    Il mio cellulare è completamente andato. Dopo il tuo squillo di ieri pomeriggio si è abbioccato e da allora sto cercando disperatamente di farlo rinvenire. Credimi. Per quanto riguarda le email, a quale ti riferisci? L’unica a cui non ho risposto è quella in cui mi ricordavi la cena del venerdì a casa di Hooverine. L’ho letta sabato mattina.

    posso testimoniare per esperienza personale che non lo sei affatto, pronto ad aiutarci ad aiutarti.

    E’ questo un buon motivo per non aiutarmi?

  9. Ok, per questa volta ti perdono. Aiutare ti posso aiutare entro i limiti concessi dal tuo utilizzo (o mancato tale, per voglia o causa di forza maggiore) dei mezzi di comunicazione necessari. La tua realtà, o meglio la tua memoria di essa, non ha nulla a che fare con la mia realtà, o la sua memoria di essa.

    E ben sai che come ti ho già spiegato il primo passo per aiutarci ad aiutarti è prenderti più sul serio.

  10. > il gioco del metro di Nanni Moretti

    eh?

  11. – Questo è un metro, cento centimetri.
    – Cento centimetri.
    – Oggi è il tuo compleanno. Auguri.
    – Grazie.
    – Però, è parecchio che non fai un film.
    – Eh, ma sono successe cose più importanti, è nato Pietro…
    – Sì, sì, sì. Però cerca di stringere. Quanti anni è che vuoi vivere? Settanta, settantacinque?
    – Ottanta.
    – Ottanta, allora tolgo venti, e questo è ottanta, oggi compi quarantaquattro anni, quindi devo andare fino a qua, ecco guarda questo è quello che resta… auguri, eh, comunque.
    – Come… (ma non ottanta, che stupido, che senso ha ottanta, volevo dire novantacinque, novantacinque anni volevo dire… mi ha preso in contropiede. Ottanta meno quarantaquattro… ottanta meno quarantaquattro…)

  12. ah si’ vero…

  13. Allora, comincio da qui perché questo post è troppo bello per sprecarlo.
    Io cito interi brani di Moretti a memoria. E, a detta degli altri, imito perfettamente il tono di voce (mi viene in mente come alza il tono su 80-44).
    Punto primo.

  14. io ridurrei tutti gli obiettivi a due:
    – diventare come Phoebe Cates
    – telefonarmi

  15. dnl

    >STRONZO che non rispondi più agli squilli ed alle email ed ai messaggi.

    >- telefonarmi

    Noto con piacere che ci sono alcune persone risentite del fatto che sei sparito dalle scene (ammesso che miic sia risentito/a)… allora non ho più alcun motivo di essere paranoica… 🙂

  16. lacara grace

    a coso! a cosi! aò -ecco – mò m’ingazzo anchio che mi dovevi mandà delle cose che mi dovevi telefonare – che dovevi diventare febe – ma invece no- analizzi la disgrazia (dis-grace) – okkei. io nn ballo il tango però mi briaco (e prendo i pizzoni da madre perchè dico li parulazzi). quindi caro grace attià – talia comu parli – ca vasannò sunnu guaja. cmq – lo zen dice che pensare approposito della propria mente è come tagliare un coltello con la propria lama – quindi, pisè,svejate-fa st’esami e vattene a nuova yorka che qua ci siamo rotti di mantenerti, te febe martino e amonda. ciao :***

  17. azuhbuhbazuhbazuhbazuhbazuhbazuhbazuhbazuhbaz

  18. tesoro 😀 la macchinetta giusta col rullino nel posto sbagliato 😉

  19. killing_floor 31 Maggio 2004 - 11:59

    Conclusion dop l lettur d quest cos

    1) Sim_Dawdler, ti sottoporresti ad un test del dna?

    2) Sim_Dawdler, abbiamo lo stesso problema di tempo.

    3) Sim_Dawdler, abbiamo lo stesso problema di guru.

    4) Sim_Dawdler, abbiamo lo stesso problema di morta o immorta lità.

    Detto questo provo a illustrarti le mie conclusioni:

    2) Caffè

    3) Io forse ce l’ho ma non te lo dico.

    4)

  20. > 1) Sim_Dawdler, ti sottoporresti ad un test del dna?

    Certo, anche subito. Secondo te sono un ibrido umano-alieno?

    > 2) Sim_Dawdler, abbiamo lo stesso problema di tempo.

    Chi sei? Ti chiami Martin, per caso?

    > 4) Sim_Dawdler, abbiamo lo stesso problema di morta o immorta lità.

    La morta è il problema, l’immorta è un accettabile compromesso in attesa della soluzione.

    > 2) Caffè.

    Geniaccio/a.

    > 3) Io forse ce l’ho ma non te lo dico.

    Cattivone/a.

    > 4)

  21. Tu sei ricchissimo (o un copiatore compulsivo di merce via Internet)
    E.

  22. > Tu sei ricchissimo

    Al momento il mio patrimonio personale ammonta a 21 euro e 58 centesimi. 😛

    > (o un copiatore compulsivo di merce via Internet)

    No no, copio solo la merce fabbricata da me medesimo. 🙂

  23. el Ellèllèllèllèllèllèllèllèllèllèllèllèllèro 02 Giugno 2004 - 12:02

    elEllèllèllèllèllèllèllèro Interessato

    > mi limito a stilare un elenco delle cose che vorrei fare a breve e medio termine (…)

    Image

  24. Ho detto a breve e medio termine. 😛

  25. el Ellèllèllèllèllèllèllèllèllèllèllèllèllèro 02 Giugno 2004 - 12:04

    >perché sono stati inventati gli orologi da polso digitali

    Gli orologi da polso digitali non sono stati inventati, Essi sono sempre esistiti.

  26. Caro urug,
    per risollevare le sorti della tua esistenza ti consiglio di passare alla lettura di Tex Willer. Per il più grande ranger del Texas ogni problema svaniva davanti ad una bistecca alta 2 dita, sommersa da una montagna di patatine fritte. Non nego una certa affinità tra me e questo grande eroe… ma mi rendo conto che la nostra generazione è fatta di antieroi che sguazzano nel dubbio come Poppea nel latte.
    Se dovessi trovare una soluzione più decente (magari su Ken Parker, molto più tormentato, molto più antieroe) te lo farò sapere sicuramente.
    Augh

  27. Nix, nisba, ciccio, zero, zut. Il mio cuore è solo per Martin (non mi piace perché è un antieroe… anche Dylan Dog è un antieroe ipertormentato, eppure mi sta antipaticissimo).

  28. Punto secondo
    Io adoro filmtv.

    Punto terzo
    L’intero post mi coinvolge non sai quanto perché il tempo, come ben sai, e la quantità di cose da fare, sono due miei assilli quotidiani. E ora lo sai, anche se quando hai scritto questo post non lo sapevi perché non potevi aver letto il post che ho scritto oggi e scatto in posizione fetale che mi sto infrattaleggiando sui miei neuroni.

    Punto quarto
    Tu devi leggere Brunella Gasperini. Se non sai di che caspito io stia palando, dimmelo e ti mando la scansione che ho fatto di Una donna e altri animali.

  29. Punto quarto
    Tu devi leggere Brunella Gasperini. Se non sai di che caspito io stia palando, dimmelo e ti mando la scansione che ho fatto di Una donna e altri animali.

    Non so di che caspito tu stia parlando.

  30. Ok, modello obsoleto.
    Ti mando una cosa e poi vado a ricaricare le pile (meno male che me le hanno messe a ioni di litio, sennò… per quanto anche quelle hanno l’effetto memoria, vabbè…)
    Passo e chiudo.

  31. Ti mando una cosa e poi vado a ricaricare le pile

    Cavolo, le mie sono scariche da un pezzo. Come è possibile che riesca ancora a scr *ZZZ*

  32. > io ridurrei tutti gli obiettivi a due: – diventare come Phoebe Cates – telefonarmi

    Ci sto, ma solo a patto che tu diventi come Indiana Jones.

  33. Pingback: blik in animazione sospesa » Aprire un weblog

  34. Premesso che mi piace partire con una premessa e questa riguarda il problema del tempo ben risolto sul pianeta Tatooine con l’invenzione della clessidra piena.

    Passiamo poi a sottolineare come tutto il ragionamento crolli quando si valuta attentamente il contesto e le basi da cui parti, per esempio la vita media dell’uomo siciliano, che tu siciliano lo sei di nascita, ma oramai vivi al nord. E dunque il valore medio della vita si alza o si abbassa, o rimane uguale, ma non è più quello che andavi a riportare sopra. Ergo ti restano meno, o più o uguali a prima anni di vita, ma sono uguali in un modo diverso, ergo tutto cambia e crolla il postulato.

    Infine volevo dire che il guru, il maestro l’hai trovato. Solo che non lo ascolti. Anzi, hai addirittura un PPAH, ma lo scagacchi poco.   

  35. Pingback: Il mysterioso hobbit dell’isola di Flores | Blik

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