adidas nmd runner pk adidas is dropping two nmd runner pk releases this weekend adidas nmd runner european release dates adidas originals nmd august 18th releases adidas nmd runner triple white adidas nmd runners releasing at pac sun nice kicks adidas nmd die tye adidas nmd runner suede adidas nmd pk runner in yellow releasing in february adidas nmd runner pk yellow camo release date packer shoes adidas nmd adidas nmd runner primeknit red camo adidas nmd runner adidas nmd runner pk adidas nmd runner white adidas nmd white red blue release date adidas nmd white red blue another look adidas nmd white more imagery adidas nmd r2 white mountaineering preview adidas nmd runner pk yellow camo

[Riflessione postelettorale] Le unghie

Il Popolo della Libertà ha stravinto le elezioni e Silvio Berlusconi si appresta a diventare per la terza volta presidente del consiglio. La Lega ha fatto boom, superando l’8% su scala nazionale e andando addirittura oltre il 30% in diverse cittadine del profondo nord. Il Partito Democratico non ha sfondato e la Sinistra Arcobaleno ha fatto harakiri ed è quasi scomparsa. Tutto questo mi spinge a pormi un paio di domande e a fare alcune considerazioni.

Cosa sono le unghie? Per lo Zingarelli l’unghia è una «produzione cornea lamellare, caratteristica dei Vertebrati terrestri, che riveste l’estremità distale del dito e ha compiti di protezione, appoggio, difesa od offesa, a seconda della specie animale che si considera»; il De Mauro ricorre ad una definizione più sintetica: «struttura cornea presente sull’estremità delle dita dell’uomo e di altri animali»; su Wikipedia, infine, l’unghia è definita «una lamina cornea semitrasparente che ricopre l’estremità delle dita di alcune specie animali», il cui scopo è quello di «facilitare la prensione». Sempre su Wikipedia, inoltre, sono riportati i nomi delle singole parti dell’unghia umana:

  • la lamina o corpo ungueale, che è la parte cornea, composta per la maggior parte da cheratina
  • la radice ungueale, situata al di sotto del corpo
  • il letto ungueale o iponichio, dove la lamina si inserisce nel solco periungueale o perinichio
  • la lunula, estremità biancastra alla base della radice che è la matrice responsabile della crescita
  • la pellicola ungueale, che ricopre parte della lamina all’estremità inferiore

A cosa servono le unghie umane? Come abbiamo visto, pare che il loro scopo sia quello di facilitare la prensione e di proteggere le dita; su un altro sito è possibile leggere che le unghie «contribuiscono in misura sostanziale alla precisione manipolativa della mano» e che esse «conferiscono alla punta delle dita una maggiore sensibilità, grazie alla ricca innervazione del letto ungueale». Le unghie inoltre sono utilizzate dagli umani per grattare oggetti di qualsivoglia natura o parti del corpo, e sono spesso pittate con smalti colorati per rendere più gradevole l’aspetto dei piedi e delle mani.

La parte posteriore della radice ungueale è chiamata matrice ed è formata da cellule che si moltiplicano molto velocemente, producendo una crescita continuativa del corpo ungueale. Le unghie infatti  – sì come i capelli  – crescono costantemente, a dispetto della nostra volontà; se non fossero accorciate regolarmente con tagliaunghie e forbicine (o attraverso la pratica dell’onicofagia), crescerebbero a dismisura e perderebbero completamente la loro utilità, divenendo anzi un impedimento per l’espletamento della maggior parte delle attività quotidiane umane, come allacciarsi le scarpe o mettersi le dita nel naso. L’affascinante signora della foto qui sotto ha avuto l’onore di entrare nell’edizione 2007 del Guinness dei primati per l’incredibile lunghezza delle sue unghie (sette metri e mezzo, nuovo record mondiale).

Vieni che ti faccio un grattino

Noi siamo abituati sin dalla nascita ad avere le unghie, ci conviviamo e siamo circondati da altri esseri dotati di unghie. Questo ci porta a ritenerle una cosa assolutamente normale, parte integrante di quella macchina perfetta che è l’essere umano, microcosmo che racchiude in sé le meraviglie dell’universo. Se proviamo ad allontanarci per un attimo dalle sovrastrutture culturali in cui siamo immersi, però, possiamo renderci conto che le cose stanno in modo completamente diverso. Le unghie dimostrano inequivocabilmente che noi non siamo altro che animali  – frutto di milioni di anni di alchimie genetiche casuali  – e inoltre rendono evidente la nostra stupida sicumera e parzialità nel ritenerci creature dotate di armonia e bellezza.

La vita intelligente si è sviluppata in un certo modo e ha assunto determinate forme nel nostro sistema di riferimento (il pianeta Terra), ma potrebbe aver seguito strade completamente diverse in altre parti dell’universo. Gli scarafaggi non sono abbastanza evoluti per poterci dire che il nostro aspetto li ripugna, ma un giorno – come sostiene Fredric Brown nel mirabile racconto Sentinella – potrebbe capitarci di avere a che fare con extraterrestri disgustati da creature «con solo due braccia e due gambe, quella pelle d’un bianco nauseante, e senza squame». Siamo dei mostri, né più né meno di quanto lo siano esseri con cinquanta occhi e cento tentacoli, solo che non ce ne accorgiamo perché siamo circondati da sempre da altre creature mostruose come noi.

Di fronte all’impossibile libro di sabbia, il protagonista del racconto di Borges afferma quanto segue: « […] capii che il libro era mostruoso. A nulla valse considerare che non meno mostruoso ero io, che lo percepivo con occhi e lo palpavo con dieci dita provviste di unghie». La mostruosa assurdità del nostro corpo, e in particolare di quelle lamine cheratinose poste sulle ultime falangi delle nostre dita, torna spesso nei racconti e nelle poesie di Borges. Di seguito, per concludere, riporto il decimo dei diciassette haiku contenuti all’interno de La cifra:

El hombre ha muerto.
La barba no lo sabe.
Crecen las uñas.

L’uomo è morto.
La barba non lo sa.
Crescono le unghie.

Borges e le unghie della sua mano destra

(Nella prossima puntata: George W. Bush e la deriva dei continenti.)

21 commenti

  1. Ne induco che per avere radicali al governo hai votato PD incidendo la croce con le unghie.

  2. finalmente un blog che ci insegna qualcosa.

  3. ahahah l’icona!

  4. Ti piace? Pensavo di sostituirla con questa.

  5. Perchè ho l’impressione che l’ALEPH sia parte di tutto questo?
    …bhe vado a limarmi le unghie e riflettere…

  6. ps da ora in poi sarò meglio conosciuta come annaflower(almeno ho il mio avatar)e ti prego non sostituire l’icona
    Zanna

  7. E’ interessante notare come la vittoria elettorale della destra (la terza in quindici anni in Italia e l’n-esima in Occidente, mica un evento così eccezionale dopotutto) produca nelle coscienze più sottili e vibranti del nostro Paese l’urgenza di considerazioni di carattere affatto generale. Nel 2001 la CdL vince le elezioni e MicroMega promuove un convegno sulla degenerazione della democrazia in dittatura dei numeri (non mi invitarono, ma presumo che fossero apertamente polemici contro il suffragio universale); la settimana scorsa Gad Lerner spara lo slogan “Non basta votare per essere democratici”, seguito da un architetto che scopre l’ignoranza delle masse solo quando votano un partito diverso dal suo; un movimento che aveva affidato la propria effigie a un teppista e a un travestito da giardinetti sparisce dal Parlamento e tutti lamentano la scomparsa di una voce essenziale della cultura politica italiana; Di Pietro piglia un sacco di voti e nessuno ha paura. E infine, l’amarezza appena velata d’ironia di Sim nello scoprire l’animalità dell’uomo esaminando le facce di un paio di politici che quand’erano all’opposizione evidentemente gli apparivano con connotati assai diversi… Io quando il mio partito perde le elezioni (altra cosa normalissima, accaduta due volte negli ultimi 15 anni in Italia e n volte in Occidente) di solito impreco e spero che si rivoti presto: ma certo, io non sono un animale bensì un essere spirituale e per metà immortale cui le unghie crescono molto lentamente e i capelli cadono a frotte, quindi è ovvio che le mie reazioni siano un po’ strane.

    P.S. Guarda che il primo ministro della Nuova Zelanda è un Maori di 152 kg che beve liquore di palma e abbraccia tutti i nuovi cittadini fino a spezzar loro la colonna vertebrale; vai in Nepal, piuttosto…

  8. io tutte me le ho manciate. le unchie.

  9. @Zannaflower: no, non c’entra (forse).

    @Yanez: per essere sintetico ed evitare di tediarti con inutili giri di parole da graforroico impenitente, scriverò la mia risposta al tuo commento in forma di elenco numerato.

    1. Non v’è alcun legame tra il mio post e le reazioni di Gad Lerner e Massimiliano Fuksas ai risultati elettorali, né attraverso le mie parole volevo esprimere preoccupazione o turbamento per la degenerazione della nostra democrazia. L’esito delle ultime consultazioni elettorali mi ha indubbiamente deluso, ma anziché stracciarmi le vesti o gridare allo scandalo ho preferito ricorrere al caro vecchio sgurz.
    2. Il fatto che tu definisca “travestito da giardinetti” la prima parlamentare transgender d’Europa mi lascia oltremodo perplesso e suscita in me un moto di riso (amaro).
    3. Non vedo per quale motivo Di Pietro dovrebbe far paura, eccetto che per il suo italiano approssimativo. Ben più spaventevole è, a mio modo di vedere, l’affermazione di un partito gretto e xenofobo come la Lega (la qual cosa, assieme al populismo plasticoso di Berlusconi, rende la destra italiana un’anomalia nel panorama politico europeo).
    4. Nel post volevo evidenziare l’elemento di assurdità del reale che gli esseri umani, nella loro vita quotidiana, tendono di solito a dimenticare. Siamo tutti strani animali, non solo Borghezio o Berlusconi, e lo siamo indipendentemente dalle nostre idee ed opinioni politiche.
    5. A me quando Bossi prende il 20% nella regione più popolosa d’Italia (e quando in Sicilia Lombardo vince col 65% dei voti e Cuffaro viene eletto senatore), vien voglia di trasferirmi in Nuova Zelanda; non perché la Nuova Zelanda mi attiri in modo particolare – bada bene – ma solo perché si trova agli antipodi dell’Italia. Si tratta di una reazione emotiva personalissima, un po’ come mangiare mortadella al senato per festeggiare la caduta del governo.
    6. Sono strano anch’io, pur non essendo immortale. Non soltanto perché posseggo delle lamine cheratinose sulle ultime falangi delle dita, ma anche perché il palmo della mia mano destra è attraversato dalla linea del Buddha-Scimmia.
    7. Varie ed eventuali.

    @V: mettici sopra un po’ di sale.

  10. Caro Sim, le graforroidi affliggono anche me…
    1. Il legame c’è, ed è che tutti percepite l’esito elettorale come una epifania del mostruoso e del deforme, anziché come l’espressione di un gran numero di preferenze motivate all’incirca come le vostre, solo differenti.
    2. Un transgender altro non è che un travestito in profondità, e la sua presenza fra le boiseries di Montecitorio è stata francamente un’inutile sfida al buon gusto.
    3. Di Pietro è Saint-Just in forma di farsa.
    4. Se siamo tutti strani animali (e non lo siamo, in quanto ci tagliamo le unghie, a parte quella povera signora della foto), perché quesa scoperta è tanto propiziata dalle elezioni, anzi da queste elezioni (domanda che probabilmente faccio perché non so che cos’è lo sgurz)?
    5. Quella del trasferimento è un’altra boutade che ti associa al Partido Obrero de los Intellectuales de Izquierda: stiamo ancora aspettando che Eco si sposti, in ottemperanza alle sue promesse, non dico a Parigi, ma almeno a Ravenna.
    6. Ti piacerebbe! Invece hai una parte immortale che, quale che ne sia il destino, finirà in un regno ultraterreno governato in perpetuo da un Conservatore o da un Libertario (destra qui, destra là).
    7. No, dài, non te ne andare, lo sai che parlo così solo per invidia: io sul palmo della mano destra ho solo una macchia di marmellata…

  11. Caro Yanez, vedo che stiamo riuscendo ad essere graforroici anche in forma di elenco. Me ne compiaccio.

    1. Io non sono tutti, pur soffrendo di MPD (Multiple Personality Disorder), e non percepisco l’esito elettorale come una epifania del mostruoso e del deforme, ma come l’espressione di un gran numero di preferenze motivate all’incirca come le mie (solo un po’ più mostruose e deformi).
    2. Definisci “buon gusto”. Per me la presenza di Vladimir Luxuria a Montecitorio è molto meno di cattivo gusto rispetto a quella di un tizio che ama passare il suo tempo bruciando la bandiera italiana e disinfettando i vagoni dei treni su cui viaggiano prostitute extracomunitarie. E comunque una persona transgender non è semplicemente un “travestito in profondità” (se lo fosse avrebbe la stessa identica dignità, sia chiaro, ma non lo è), né tantomeno un/una transessuale. Come ho già scritto altrove, un travestito (lo dice la parola stessa) si limita a indossare gli abiti che la società comunemente associa al sesso opposto, e non fa alcuna transizione a livello fisico; dietro la parola transgender, invece, è nascosto un concetto complesso, tanto complesso che neppure chi è transgender pretende di mettersi in cattedra e parlare a nome di tutte le altre persone transgender. Proviamo a semplificare il non semplificabile: essere transgender significa cambiare gender, non sex; un maschio genetico continuerà a possedere gli eterocromosomi XY e una femmina genetica gli eterocromosimi XX. Uomo e donna, però, sono dati culturali, non genetici. Il concetto di transessualità include l’accettazione della logica dicotomica dominante uomo/donna, da cui deriva che l’unico ragionamento possibile è l’ipersemplicistico “io sono un uomo (A) e mi sento una donna (B), quindi cambio sesso (da A passo a B)”, o viceversa. L’idea base del transgender, invece, è che uomo e donna sono solo i due punti estremi di un ventaglio che comprende al suo interno un numero indefinito di stadi intermedi. Un po’ come il bianco e il nero per lo spettro cromatico. Se gli stadi intermedi non fossero un numero imprecisato, ma solo 21 (come le lettere dell’alfabeto italiano), potrei già dire: “Io non mi sento né A (uomo) né Z (donna) ma H (oppure B, D, P) e voglio poter essere anche esteriormente la lettera che sento di essere interiormente”. I gradi intermedi tra A e Z, però, non sono 19 e neppure 5000, ma un numero indefinito. Una persona che ama il suo pisello ma vuole le tette, si trucca ma si veste come un meccanico e vuole esercitare questa sua libertà, cos’è? In quale categoria si può collocare? Sotto quale estetica ricade? È maschile o femminile? È “travestito in profondità” o transessuale? Ma, soprattutto, è davvero necessario saperlo? Bisogna trovare una definizione per ogni manifestazione umana? Bisogna definire tutto sempre e comunque e stabilire che chi non riusciamo a definire è “pazzo”, “malato” o “di cattivo gusto”? Transgender è una parola che non definisce. È questo è il bello. Siamo tutti transgender, ognuno a modo suo (diciamo quindi che Vladimir Luxuria è stata la prima persona consapevolmente, apertamente e orgogliosamente transgender in parlamento).
    3. Bossi è Masaniello in forma di scimunitaggine.
    4. Perché di fronte a comportamenti umani che rispetto ma non condivido (come mettere una crocetta sul simbolino di Berlusconi o Bossi), specie se praticati in massa, si acuisce in me il senso di smarrimento e straniamento nei confronti della realtà. E se non sai cos’è lo sgurz, clicca qui.
    5. A parte il fatto che Partido Obrero de los Intelectuales de Izquierda è un nome molto fico e sono lieto di farne parte, io andrò via sul serio (in verità non ho ancora deciso dove andare, però. Chiederò consiglio a Eco).
    6. Invece secondo me il regno ultraterreno, se esistesse, sarebbe una specie di comune anni ’70 autogestita da hippies e divinità fricchettone perennemente sotto acido. E comunque il paradiso lo preferisco per il clima, l’inferno per la compagnia (non c’entra nulla, ma mi andava di citare Mark Twain).
    7. Se la marmellata fosse di albicocche o mirtilli potrei leccarti la mano con voluttà. Statt’accuort.

  12. Perchè tendo a non crederti?
    In ogni caso mi unisco alla partenza per la Nuova Zelanda

  13. Quasi mi dispiace interrompere il duetto tra Sim e Yanez per parlare di Fredric Brown, ma volevo semplicemente condividere la gioia che ho provato quando ho trovato la Sentinella inserita nell’antologia di racconti che ha in adozione la mia classe. A giorni farò leggere ai ragazzi un po’ di sana science-fiction.

  14. @ Yanez: sei lo stesso Yanez che frequenta la comunità chitarristica di accordo?

  15. Sim: Ho appena finito di leggere “Orlando” di Virginia Woolf, che è un affresco affettuoso e decadente dell’irrinunciabile androginia dell’Inghilterra, coi suoi gentiluomini truccatissimi e le sue regine maschie e imperiali. La parola “transgender” non vi compare, ergo non è necessaria alla descrizione dell’argomento. No, scusa, ma proprio non mi torna: se il sesso non fosse un dato fisico, chi non si sente certo del proprio non tenterebbe (di solito alquanto goffamente) di modificare il proprio aspetto, si limiterebbe a dire “io sono feschio” o “io sono màmmina” (crasi pericolosa) come noi diciamo “io sono conservatore” o “io sono interista”. I segni esteriori verrano poi, se verranno, ma non sono essenziali. Ma uno che deve tagliuzzarsi e imbottirsi per sembrare ciò che, evidentemente, non è, a me pare una cosa diversa. Un uomo che crede di essere uno scoiattolo è pazzo. Un uomo che crede di essere una donna (o qualche animale intermedio inesistente in natura), se non è pazzo ci somiglia. Ciò detto, niente di male, magari sono pazzo anch’io per qualche altro motivo, ma il fatto resta. (E tutto senza considerare il Mito, che è il vero fondamento dell’assoluta necessità di conservare le categorie di Maschio e Femmina come costitutive della realtà manifestata…)

    Dval: Purtroppo no, so suonare solo il tagliauova…

  16. Pingback: Being Rosy Bindi

  17. @annaflower: fai bene (sia a non credermi che a voler partire per la Nuova Zelanda).

    @Dval: wow, i tuoi ragazzi sono molto fortunati. 🙂

    @Yanez: ti ho risposto qui.

  18. …speriamo che questa sia la volta buona,intendo per riuscire a pubblicare un commento,perché questa è la terza volta,ma perché non scegliete una piattaforma come splinder,dove è tutto più semplice?..comunque altro giro altra corsa..e poiché sono stanca,adesso sarò breve..per tutti coloro ape pontificàno,che pensano di capire senza provare,cose lontane anni luce dalle loro realtà,per cui credono che la loro sia la normalità,senza pensare che ciò che è normale per l’uno è assurdità per l’altro,ma non voglio fare un trattato filosofico..certo non pensavo che sin dall’86,data in cui finalmente la transessualita è stata estrapolata dall’uguaglianza con la schizofrenia..così credevo che dopo la legge 180,dei primi anni ottanta,grazie ai radicali di pannella,che riconosceva il cambio di sesso,grandi passi avanti si sarebbero fatti..ma vedo che ancora vigono degli stereotipi che rappresentano il fallimento della società e di un moderno stato di dirito..poiché esistono sostanziali differenze tra luxuria e i viados,così come la tipa del grande fratello.e la sottoscritta!..perché sono stufa di dovermi considerare a causa della mia scelta di genere,appartenente giocoforza ad una fazione politica piuttosto che ad un’altra..che pur sapendo benissimo,che ormoni e chirurgia plastica,non basta a fare d’un maschio geneticamente nato tale una donna..seppur la morta attuale ministra non ritiene che esistano pregiudizi,forse dovrebbe spiegarlo agli amici della grande madre azienda rai,che dopo anni d’appartenenza,ora non mi rinnova più il contratto..che non essendo più giovanissima.dopo violenze,umiliazioni,stupri,sono stanca di ripetere che non è che non sapendo cosa fare nella mia adolescenza,una mattina non ho trovato niente di meglio che diventare donna..per tutto questo ed anche perché nei puritani usa,si discute dei non discrimination act verso chi sceglie d’adeguare la propria anima al proprio corpo,così come in inghilterra e nel nord europa,per tutto questo e perché non accetto più ignoranza,di chi non provando e vivendo una determinata realtà allora non la riconosce od accetta..perché una società più equamie ed civile non può più aspettare,pena l’autodistruzione..per tutto ciò ed anche per chi come me vive sulla propria pelle,la terribile tortura di desiderare rispetto e dignità,una vita degna d’essere tale ed un lavoro..per ciò continuerò a resistere,perché il mondo è di tutti,anche mio..kisses.your sincerely jackie the trans.splinder.com

  19. …chiedo scusa per le inesattezze del mio commento precedente..poiché uso un cellulare e non un pc per accedere ad internet ed avendo postato un bell commento,per tre volte,ed avendo la mano semiparalizzata dall’uso del t9,che è l’unico a mia disposizione..mi dolgo degli errori e dell’apparente slegatura grammaticale e defl.inesatta consecutio temporum.così pure per quando parlavo della nostra ministra delle in-pari opportunità,di sicuro non intendevo morta..il solito t9..se io avessi saputo,dati cause e pretesto,vi pare che…come diceva il buon guccini nell’avelenata,mi sarei evitata una figura tale!..ma c’e che sono veramente stanca d’essere equiparata,senza farne una questione morale,ad una sexworker,a causa della mia scelta esistenziale,che pur riconoscendo la leggitima scelta,ciascuno fa della propria vita ciò che desidera,ne ho dovuto subire gli strali..perché a me di prostituirmi proprio non va giù..che non voglio buttare all’ortiche anni e anni di studi e di rinunce,per difendere ciò che a me sembra leggitimo,ovvero la libertà d’essere felici e di inseguire i sogni..perché per cultura ed appartenenza,non posso ne voglio accettare d’essere considerata una cittadina di classe b..insomma una lunga e sofferta esistenza,dove l’unico mio credo è dignità,coerenza,rispetto..per gli altri,per il mio paese,del quale noi oggi festeggiano la fondazione quale repubblica democrtatica..e proprio in virtù d’uno stato che si reputa civile e moderno,che continuo a resistere,non per una cieca accettazione d’un mero gusto sessuale,quanto d’una complessa personalità creativa,che desiderosa di vivere il proprio talento,non chiede altro che una vita dignitosa..perché dire transgender come sostiene il gentile amico sim è molto più complesso di ciò che il termine,vuoto in se stesso,può significare..che non esiste tortura più terribile di patire ciò che provo sin dall’elementari..una cosa che non auguro neppure al peggiore degli esseri umani..per cui scusate la mia esternazione,ma ne in ben donde..non a caso ho aperto un blog,del quale avrei piacere d’una vostra interazione..adesso vi saluto,buon 2 giugno,nell’auspicio che questo nostro bellissimo ed amato paese possa risorgere dalle impasse in cui si trova attualmente..affettuosamete your jackie..”trans.splinder.com”

  20. Quasi mi spiace intervenire in questa discussione dopo gli interventi dotti di Sim, Yanez e l’accalorato mesaggio di Jackie, ma da quel che vedo la discussione si è spostata in un altro post, nel quale, magari, interverrò a proposito.

    Ora, invece, mi diletterò nell’argomentazione principale di quest’ennesima pazzia del Sim: la crescita delle unghie!

    Dice Tom Stoppard:
    <<Rosencrantz: Un altro curioso fenomeno scientifico è il fatto che le unghie delle mani crescono dopo la morte, come la barba.
    Guildenstern: Cosa?
    Rosencrantz: La barba!
    Guildenstern: Ma tu non sei morto.
    Rosencrantz: Non ho detto che cominciano a crescere dopo la morte! Le unghie delle mani crescono anche prima della nascita, ma la barba no

    Guildenstern: Cosa?
    Rosencrantz: La barba! Che ti prende? Le unghie delle dita dei piedi però non crescono affatto
    Guildestern: Le unghie dei piedi non crescono affatto?
    Rosencrantz: Non è così? E’ buffo: io mi taglio le unghie delle mani in continuazione, e ogni volta che penso di tagliarle constato che in effetti ne hanno bisogno. Ora, per esempio. E d’altra parte, per quanto ne so, non mi taglio mai le unghie dei piedi. Dovrebbero essersi ormai arrotolate sotto la pianta dei piedi, ma non è così. Non ci penso mai. Forse me le taglio distrattamente, pensando ad altro.>>

    Ora, vorrei smitizzare questo mito: le unghie NON crescono dopo la morte. O meglio, continuano a crescere per meno d’un ora! Però alla morte vi è una perdita di tonicità e di liquidi del corpo, poi subentra il rigor mortis e a tutta una serie di fenomeni che tendono a rimpicciolire/indurire il corpo esaltando peli e unghie. Insomma, abbiami una riduzione della massa corporea che non influisce su unghie e peli, che risultano (quindi) sproporzionati.
    Ma per voler essere noioso, fuori tema e citazionista a caso, volevo ricordare ancora quel grand’uomo del Marco Tonolli che scrisse il suo esaurientissimo saggio “QUEL MISTERIOSO PROCESSO DELLA NATURA CHE SI CHIAMA LA CRESCITA DELLE UNGHIE”.

    Cito testualmente dal II capitolo:
    <<Fin dall’antichità l’uomo preistorico scoprì di avere, alla fine delle braccia, due mani. Più avanzava nella storia più si rendeva conto che anche alla fine delle mani vi era qualcosa: le dita. Ma fu solo nel 4.732.563,2 a.G. che l’uomo scoprì che
    alla fine delle dita vi erano strane cose che chiamò UNGHIE.
    Lo scopritore delle unghie è, come tutti ben sanno, Ug-Mog III, figlio di suo padre: Ug-Mog II, lo scopritore della forfora (è, a dire il vero, grazie alla sua scoperta se oggi noi possiamo sfoggiare le nostre belle chiome bianche ricolme di campi di forfora e allevamenti di pidocchi). Comunque Ug-Mog III ci lasciò un trattato molto esauriente su questa sua nuova ed entusiasmante scoperta, come lui stesso la descrisse.
    Attraverso i secoli, dunque, le unghie ebbero sempre la loro importanza, ma nessuno riuscì mai a comprenderne appieno il segreto. Troppo complicata la formula chimica, troppo faticoso ricavare un’equazione matematica che ne spieghi la crescita, impossibile stabilire il processo della loro nascita.
    Per tutto il medioevo fu accettata la teoria di Ariostotele (e chi se non lui) che ipotizzava tanti piccoli omini nascosti sotto la pelle delle dita. Questi omini costruivano, giorno per giorno, un pezzo di unghia che, poi, di notte, spingevano fuori. Sempre secondo Ariostotele il motivo di tutto questo lavoro è spiegato dal fatto che se non costruivano le unghie, gli omini sotto la pelle non avevano nient’altro da fare e si annoiavano.
    Per fortuna, però, la fine del medioevo vide la nascita del più grande scienziato sperimentalista della storia: Galateo Galatei. Costui ebbe per primo il coraggio di opporsi all’oppressione della Chiesa Opprimente che opprimeva tutti in quel periodo di oppressori. Egli osò pensare che in effetti non era proprio così, come Ariostotele aveva detto: le unghie erano in effetti state create dal corpo come proseguimento delle dita, in un procedimento fisiologico, per permettere alle dita stesse di raggiungere punti altrimenti irraggiungibili.
    […NdS: Omissis la parte in cui si relaziona l’esperimento di pulitura delle orecchie tramite inserimento dell’unghia…]
    Per questa sua teoria fu però catturato dalla Chiesa che lo accusò di bestemmia visto che aveva relegato l’intervento divino alla sola creazione del cerume. Anche i seguaci di Ariostotele unirono le loro voci indignate a quelle del papato dato che la teoria galateiana metteva in crisi le basi della loro scuola, sputtanava irrimediabilmente il loro maestro ed escludeva in maniera assoluta l’esistenza degli omini sotto la pelle, di cui loro erano fans sfegatati.
    Galatei fu costretto a ritirare le sue teorie e ad accettare i canoni impostigli dal Potere. Ma questo martire della scienza non si arrese così facilmente e , mentre firmava l’abiura, pronunciò la famosa frase: “Eppur si muove… più facilmente nelle
    orecchie di un polpastrello comune”.
    Ma anche se Galateo fu costretto a ritirare le sue ipotesi, la Chiesa non riuscì a impedire che nuovi scienziati sorgessero e,
    sfuggendo al suo potere, evolvessero nuove teorie.
    Il XIX secolo vide, per esempio, il suo massimo splendore quando Isacco Becon compì le sue ricerche sulla Gravitazione Universale delle unghie. Questa nuova, ma quanto mai semplice teoria, riprese l’opinione galateiana, ma la evolse, riuscendo a dimostrare, con una semplice equazione, quale fosse la relazione tra gravità terrestre e crescita delle unghie.
    Ma il più grande apporto fu quello apportato dal più grande scienziato mai esistito: Alberto Unapietra (il nome è
    tradotto in italiano, come si soleva fare per le grandi menti di un tempo; il suo nome in lingua originale suonerebbe qualcosa come Albert Einstone). Egli basandosi sulle basi dei suoi maestri (Galateo e Becon), rivoluzionò completamente il modo di pensare, e di tutte le sue teorie ei fe’ sunto nella formula:
    E=mc2
    dove, come naturalmente tutti sanno, E è l’energia sprigionata dalla crescita dell’unghia, m la massa dell’unghia cresciuta e c è la velocità di crescita dell’unghia, qui considerata come costante universale. Ma Unapietra non si fermò qui: ipotizzò persino che a velocità prossime a quelle dell’unghia lo spazio si deformasse in maniera da renderne impossibile la comprensione.
    Comunque fu solo alla fine del XX secolo che D’Imbroglié riuscì a mettere in chiaro le cose nella sua teoria sul dualismo
    Unghia-Particella. Così, ora, con l’enorme conoscenza scientifica che abbiamo, possiamo finalmente capire, ed in effetti
    capiamo, come e perchè avvenga la crescita delle unghie.
    Ma la ricerca, quest interminabile ricerca della verità, non finisce mai: appena concluso un argomento subito un nuovo mistero si affaccia alla realtà. Ed in questo caso il mistero è: “che fine hanno fatto gli omini che erano dentro le unghie e che poi sparirono?”.>>

    Mi fermo qui dal tediarvi… Anche perché parlare di politica in questo 2011 in cui tutto il mondo ci ridicolizza, non so se averbbe senso… Chissa se Yanez 2008 è ancora così convinto delle sue ideologie o alla luce dei fatti (che molti negano, purtroppo) ha capito quanto animaleschi siano e siano stati un po’ tutti, ma sopratutto “quelli”.

    PS con questo non voglio negare che sono stati regolarmente (?) eletti e che la colpa sia degli elettori, spesso ciechi, traviati, venduti (non è un segreto quello dei voti comprati dalla mafia). I veri credenti… quelli che ci credevano davvero per ideologia,… almeno quelli che io conosco… hanno cambiato idea. Non verso le loro ideologie politiche, ma verso quegli animaleschi cani che hanno cercato di rappresentare la loro ideologia politica e che invece erano solo animali, anzi peggio.
    NB non parlo di animali di sinistra perché -purtroppo- non ce ne sono… non di animali, ma di sinistra… li cerco da anni per votarli… ma non li trovo…. Povera Italia    
      
     

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post Navigation

I Malkut

  • Videmus nunc per speculum in ænigmate, tunc autem facie ad faciem. Nunc cognosco ex parte, tunc autem cognoscam sicut et cognitus sum. Paolo di Tarso

Twitter

Archivi

Follow

Get every new post on this blog delivered to your Inbox.

Join other followers: