Descrizione e disegno (incompleto) della copertina di un quaderno a quadretti del 1988 ritrovato intonso nel 2007 e poi perduto [storia vera]
Era il 2007. In garage, mentre rovistavo tra enormi pile di vecchi Topolino e Corrierini impolverati in cerca della Crocea Mors, mi imbattei in un quadernetto risalente ai tempi delle elementari. Lo sfogliai, desideroso di rivedere la mia buffa grafia di novenne, e con mio sommo stupore scoprii che era ancora intonso, mai usato, consunto dal tempo eppure vuoto. In copertina c’erano quattro robot stilizzati su fondo blu che camminavano sopra un pianeta con gli oceani gialli e le terre emerse viola (o forse gli oceani erano viola e le terre emerse gialle, non ricordo). I robot avevano l’aria torva, parevano accigliati e adirati per qualche oscuro motivo. Sulla pancia di ogni robot v’era una lettera rossa: C, L, I e C – CLIC. Sulle loro teste invece campeggiava la scritta bianca “WHAT TIME IS IT?”, mentre sopra sulla sinistra c’era una specie di piccolo alieno tutto nero con l’espressione da folle e le antenne rosa, e sulla destra un pianeta circondato da anelli simile a Saturno ma con due occhi, una bocca e la barba lunga. Tra l’alieno e il pianeta si trovava una specie di pastrocchio giallo-azzurro luminescente con un cerchio al centro, in cui era scritto “ELECTRIC MACHINE” dall’alto verso il basso, “ROBOTIK LINE” da sinistra verso destra e “ROBOT ROBOT ROBOT” dentro una sfera situata all’interno del cerchio che stava al centro del pastrocchio stilizzato. Sotto i quattro robot si nascondeva un altro robot inscritto dentro un rombo blu scuro, completamente diverso dai quattro robot che stavano sopra di lui: piccolo, rosso e giallo, con gli ingranaggi bene in vista al centro della pancia, il sorriso sadico da film horror e due tenaglie al posto delle mani. Faceva paura. Questo piccolo e orribile robot era situato al centro di un’altra scritta: “CLOCK ROBOT”. E sotto questa scritta c’era un’altra frase, posta lungo uno dei meridiani del mappamondo: “FOR AN HOUR, A DAY, A WEEK OR AS LONG AS YOU WISH”. Pensai a Albert Hofmann. Pochi mesi dopo dimenticai il quaderno sul Torino-Milano delle 15:50. Non ho ancora trovato la Crocea Mors. Fine.

Sim Dawdler |
Yanez
/ martedì 04 gennaio 2011 - 18:59
Secondo me il mare è giallo e le terre emerse viola: ne sia prova il fatto che, dei quattro robot, uno solo osa spenzolare una zampa sopra la porzione gialla del mondo, ed esso è quei che reca la vocale (altro segno patente di anomalia e inettitudine a vivere).
Sim Dawdler
/ giovedì 06 gennaio 2011 - 11:51
Concordo, anche perché una pangea gialla sarebbe davvero orribile. A proposito della vocale, secondo i teorici del ruotafortunismo l’esistenza di ogni individuo può essere suddivisa in tre fasi:
1. girare la ruota (nascere, ovvero contaminarsi cercando un finto ordine nel caos alfabetico)
2. comprare una vocale (mostrare la propria inettitudine, scendere a patti con la realtà, svendersi acquistando qualcosa che si possiede dalla nascita)
3. dare la soluzione (razionalizzare, far finta di capire, morire e rimescolare le lettere)
milivella
/ sabato 21 maggio 2011 - 18:30
Ehi, ma io ho quel quaderno! (non il tuo, ma un quaderno con la stessa copertina) Vorresti una scansione, o annullerebbe tutta la poesia?
Sim Dawdler
/ sabato 04 giugno 2011 - 11:51
La mia attività mnemonica di ricostruzione mentale della copertina è stata funestata da molteplici rielaborazioni fantastiche, ragion per cui sono ragionevolmente certo che il mio vaghissimo ricordo sia in un certo senso falsato. Se avessi la fortuna di ritrovare il mio quaderno, la copertina sarebbe comunque diversa rispetto a quella che la mia mente ha ricostruito. Per queste ragioni, temo che la copertina del tuo quaderno non corrisponda perfettamente a quella descritta nel mio post. Tu credi di avere un quaderno con la stessa copertina, ma in realtà hai solo un quaderno con una copertina molto simile. Tutto ciò è invero assai triste (non avrò mai la possibilità di vedere un quaderno con una copertina identica a quella che ricordo), ma al contempo estremamente interessante (perché potrò raffrontare la copertina reale del tuo quaderno a quella da me ricordata, immaginata, rielaborata, ricostruita).
In breve: sì, vorrei una scansione.
milivella
/ domenica 19 giugno 2011 - 16:51
Infine, ecco la copertina… (per farmi perdonare, ha una risoluzione pazzesca)
https://picasaweb.google.com/lh/photo/CI1vebAKU_8seD3jbIGKHg?feat=directlink
Ci sono cosi’ tanti commenti da fare… che rimango in silenzio.