- CATEGORIA / Fase ipnagogica
- [Post criptico] Il mio amico
Il mio amico faticava tutte le notti per guadagnare un po’ di soldi e costruire il sogno di una vita col suo principe azzurro: casa, matrimonio, tanti bimbi, caminetto e vecchiaia insieme. Sogno destinato ad andare in frantumi e a tramutarsi in delusione, disillusione, amarezza, infelicità. Il mio amico è tornato in strada, ma questa volta si è lasciato andare e vive d’espedienti. I fasti del passato sono solo un ricordo svaporato, i suoi desideri cenere nel caminetto immaginario. Eppure, eppure, eppure. Il mio amico ne ha passate di tutti i colori, eppure resta una persona semplice e pura. È sereno, calmo, generoso e si fa voler bene da tutti. Il mio amico, nell’eleganza e nello splendore della sua mente candida1, ha molta più dignità di tanta gente che incontro al supermercato.
Il mio amico riesce sempre a ridere, ride e la sua risata è contagiosa. Rido anch’io, ma mi viene voglia di graffiare la lavagna con le unghie. I pipistrelli roteano nelle viscere e diecimila trilioni di cellule si ritrovano senza nucleo e organuli, solo vuoto citoplasma privo di memoria genetica. Kyogen diceva che lo Zen è come un uomo appeso con i denti a un albero sopra un precipizio. Le sue mani roteano nel vuoto, i suoi piedi poggiano sull’abisso e sotto l’albero c’è un’altra persona che gli chiede: “Perché Bodhidarma lasciò l’India per la Cina?”. Se l’uomo sull’albero non risponde, fallisce; e se risponde, cade uccidendosi. Che cosa devo fare? Perché dovrei lasciare l’India per la Cina? Diffido di me stesso. In un mondo privato della sua realtà, in un mondo in cui non esistono più cose ma solo immagini di cose, in cui tutto è derealizzato e trasformato in copia o simulacro, combattere la realtà direttamente sarebbe come fronteggiare un fantasma: una battaglia contro i mulini a vento, persa in partenza. Se non puoi convincerli,
confondilinon convincerli. Trasformati in un pezzo del meccanismo, diventa come loro (presidenti, commendatori, massaie, comunisti, fascisti, leghisti, studenti, calciatori, dottoresse, poliziotti, impiegati, commercialisti, principi azzurri, politici, puttane) e quando nessuno se l’aspetta fai scoppiare la bolla di sapone e rivela che era tutta una beffa. E poi scompari, dissolviti nel nulla e ricomincia. Oltre la Cina c’è il Giappone. Yaoyorozu-no-kami.- How happy is the blameless vestal’s lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind! [↩]
- How happy is the blameless vestal’s lot!
- Descrizione e disegno (incompleto) della copertina di un quaderno a quadretti del 1988 ritrovato intonso nel 2007 e poi perduto [storia vera]
Era il 2007. In garage, mentre rovistavo tra enormi pile di vecchi Topolino e Corrierini impolverati in cerca della Crocea Mors, mi imbattei in un quadernetto risalente ai tempi delle elementari. Lo sfogliai, desideroso di rivedere la mia buffa grafia di novenne, e con mio sommo stupore scoprii che era ancora intonso, mai usato, consunto dal tempo eppure vuoto. In copertina c’erano quattro robot stilizzati su fondo blu che camminavano sopra un pianeta con gli oceani gialli e le terre emerse viola (o forse gli oceani erano viola e le terre emerse gialle, non ricordo). I robot avevano l’aria torva, parevano accigliati e adirati per qualche oscuro motivo. Sulla pancia di ogni robot v’era una lettera rossa: C, L, I e C – CLIC. Sulle loro teste invece campeggiava la scritta bianca “WHAT TIME IS IT?”, mentre sopra sulla sinistra c’era una specie di piccolo alieno tutto nero con l’espressione da folle e le antenne rosa, e sulla destra un pianeta circondato da anelli simile a Saturno ma con due occhi, una bocca e la barba lunga. Tra l’alieno e il pianeta si trovava una specie di pastrocchio giallo-azzurro luminescente con un cerchio al centro, in cui era scritto “ELECTRIC MACHINE” dall’alto verso il basso, “ROBOTIK LINE” da sinistra verso destra e “ROBOT ROBOT ROBOT” dentro una sfera situata all’interno del cerchio che stava al centro del pastrocchio stilizzato. Sotto i quattro robot si nascondeva un altro robot inscritto dentro un rombo blu scuro, completamente diverso dai quattro robot che stavano sopra di lui: piccolo, rosso e giallo, con gli ingranaggi bene in vista al centro della pancia, il sorriso sadico da film horror e due tenaglie al posto delle mani. Faceva paura. Questo piccolo e orribile robot era situato al centro di un’altra scritta: “CLOCK ROBOT”. E sotto questa scritta c’era un’altra frase, posta lungo uno dei meridiani del mappamondo: “FOR AN HOUR, A DAY, A WEEK OR AS LONG AS YOU WISH”. Pensai a Albert Hofmann. Pochi mesi dopo dimenticai il quaderno sul Torino-Milano delle 15:50. Non ho ancora trovato la Crocea Mors. Fine.

- Strangeness, Oddity, Queerness #1
Stamattina sono riemerso dall’hypnopompic state con una frase martellante nella testa: Oliviero Beha ha ottantaquattro anni. Per alcuni istanti ho avuto la sensazione che l’intero universo fosse racchiuso in questa frase, che queste parole esprimessero l’inesprimibile Verità. Poi mi sono reso conto che Oliviero Beha non ha ottantaquattro anni, e soprattutto che non è un delfino.

- ogni tanto capita che
sento che vuole tornare lo sento schifoso e maledetto fattore D la faccia sembra un pezzo di pane azzimo mi guarda con quei suoi occhi torvi e vuoti e la bava alla bocca la saliva gli cola giù per il collo e si raggruma sull’enorme pomo d’adamo che bastardo sghignazza mostrando i chiodi infetti che ha al posto dei denti maledetto D e maledetta la sua fattoria vuole possedermi di nuovo e mi avrà lo so mi avrà ancora sono condannato
non sopporto i cori russi la musica finto-rock e questo spam del cavolo ogni volta che scarico la posta ci sono 981 email di spam del cavolo che scompaiono nella cartella junk di thunderbird è tutto filtrato non serve a nulla è solo rumore di fondo è solo fastidio idiozia cosmica compressa nessuno legge lo spam nemmeno chi lo invia è tutto un fottuto complotto ordito dalla CIA quegli stronzi della CIA controllano le email di tutto il mondo e adesso mi sono fregato li ho nominati e mi monitoreranno e scopriranno che sono una cerbiatta stronzi puritani
bellissimo harry potter la poesia del situazionista è una cavolata l’altro ieri ho sognato te coi capelli lunghissimi e il rossetto vestita da monaco buddhista grazie per i complimenti la prima foto è solo un po’ sovrailluminata la seconda è col contrasto a mille in una vecchia miniera distese di sale e un ricordo di me come un incantesimo
correre al central park fare le gare con le bici fino a restare senza fiato e buttarsi sull’erba e poi uscire andare in qualche posto strano fino alle 7 del mattino e poi in una biblioteca enorme leggere storie di fantasmi coreane lavorare a un progetto segreto e stare a casa con gli amici e le amiche e parlare scherzare giocare in attesa di partire di andare su marte il primo essere umano su marte sentire le risate registrate in sottofondo e scoprire di essere dentro una sit-com d’inverno bere la cioccolata calda tutti insieme e indossare maglioni sformati e mangiare il satori a colazione d’estate andare in qualche posto lontano e fare tante
Non so se ridere o piangere. Nel dubbio singhiozzo. 
- conversazione telefonica + hypnagogic state
telefono pronto chi parla oh sei tu ciao come stai nel volantino di euronics c’è una videocamera minidv della samsung a 299 euro, una macchina fotografica digitale a 169 euro, un cordless a 29 euro, una penna fosforescente a 9 euro, uno spazzolino usato a 0.9 euro, un capello biondo lunghissimo non tinto a 0.09 euro pronto c’è un fruscìo lo senti pronto pronto bip click comunque merita quella cassetta di grace jones anche quella di godard sì vhs audio e ho pure il cd bella la pubblicità anni ’80 della barilla quella ambientata a mosca o leningrado pietrogrado pietroburgo shalom è un giornale caviglia è il direttore pensa che risate delillo rido davvero un sacco ‘na cifra come dici tu e lo screensaver di flickr il cortometraggio a scuola sì a catania il fantasma del castello m’era piaciuto che puntata mo’ niente scrittura creativa segno nero triangolo rosa boh ‘sto tizio è inquietante e nel 2013 ci sarà l’implosione universale sotto la megalopoli c’è la base della loggia massonica no licio gelli non c’entra devo leggere shakespeare checov predal un capitolo ogni tanto un pacco una palla una sfera in centro decentrata in ogni dove rocky horror il volo della sirena abita lontano un’ora e mezza con l’autobus barton fink registrare la musica cò mulinciane faccio schifo non ho letto plutonian cappuccetto rosso
tra i ciddì della casa discografica spicca la copertina che bella che ero ciàvevo solo 9 anni il compiute dueottosei e il mechintosc plus il commodo sessantaquattro niente imeil dici shortvillage e arrivano le mummie star wars dopo pasquetta pasquino il produttore il cinema cià un blog in lingua indonesiana si legge gratuitamente l’ultimo martello minghella è un mingherlino paraplastico ho avuto un produttore fagiano sei scunchiurutu sotto le suole delle scarpe cappuccetto rosso risultato emiliano lavorava sul cuore disegni una setta umanista ricordati di me vanilla sky che corre una tizia che corre è mia amica non hai visto apri gli occhi cretino lo zen e l’arte di leggere i manga dal lato giusto rocky glen or glenda vi siete baciati tu e buetto io vengo sposiamoci col kilt e le bambole gonfiabili

eh così vai a casa della zia con dana international michael cimino granata press kodansha kodama amo scorsese john fante delillo coppola dick un sacco bello vanvitelli oggi sono daniel pennac iridescente un fottio di gente al taormina film fest andrò a zappare con la barba lunga capra te rabbino me daniel dennett soggetto sviluppa i gatti di polvere schifosi rapiscono e poi il giustiziere sulla sedia a rotelle rotella arrotino in giappone emigro a san francisco emigro bello bello noir a taormina c’è sempre il noir e i pokemon e il delfino è un essere senziente anche se non si laurea in fisica ti ho deluso da 1 a 256 dimmi quanto rilassati non pensare te lo dico perché sono come lebowski e umberto eco hai pensato all’ora delle streghe dei lupi mannari evangelion noi due in topless sul treno visa mastercard w carlo hideoki che cavolo dico basta lascia stare non pensare a come ci arriverai non pensarci non pensare quel che conta è… ciao a presto te vojo tanto bene
Sim Dawdler |