Il Piano
Cinque vie per un solo punto d’arrivo. Che spreco. Un labirinto, invece, che porti dappertutto e da nessuna parte. Per morire con stile, vivere in barocco. [...] Ma se il Piano cosmico non ci fosse? Che beffa, vivere in esilio quando nessuno ti ci ha mandato. E in esilio da un posto che non c’è. E se ci fosse, il Piano, ma ti sfuggisse per l’eternità? [...] Vivere come se un Piano ci fosse: la pietra dei filosofi. If you cannot beat them, join them. [...] Come Andreae: creare per gioco la più grande rivelazione della storia e mentre gli altri vi si perdono, giurare per il resto della tua vita che non sei stato tu. [...] Creare una verità dai contorni sfumati: non appena qualcuno cerca di definirla, lo scomunichi. Giustificare solo chi è più sfumato di te. [...] Il sogno della scienza è che di essere ve ne sia poco, concentrato e dicibile, E=mc². Errore. Per salvarsi sin dall’inizio dell’eternità è necessario volere che ci sia un essere a vanvera. Come un serpente annodato da un marinaio alcolizzato. Inestricabile. [...] Inventare, forsennatamente inventare, senza badare ai nessi, da non riuscire più a fare un riassunto. Un semplice gioco a staffetta tra emblemi, uno che dica l’altro, senza sosta. Scomporre il mondo in una sarabanda di anagrammi a catena. E poi credere all’Inesprimibile. Non è questa la vera lettura della Torah? La verità è l’anagramma di un anagramma. Anagrams = ars magna.

Ho in mente una cosa del genere: far finta di essere Jacopo Belbo, oppure esserlo davvero. “There are four kinds of people in this world: cretins, fools, morons, and lunatics”. Trovare il Piano nascosto nella lista della spesa o nella Gazzetta dello Sport. Rendere impossibile capire chi mente, chi scherza e chi fa sul serio. “Cara, ascolta Let It Be alla rovescia, lì è nascosto il vero Codice Da Vinci”. Nessun aereo ha mai colpito il Pentagono l’11 settembre 2001, l’uomo non è mai stato sulla Luna, Bill Gates è il diavolo e i Massoni governano il mondo attraverso le pubblicità dei pannolini. La stragrande maggioranza di quello che noi crediamo essere vero è soltanto una menzogna costruita ad arte per renderci schiavi di un Sistema che non siamo in grado di comprendere. “Daraus folgt aber ein Weiteres. Derc Begriff der Literatur ist gar nicht ohne Bezug zu dem Aufnehmendem”. Il SATOR AREPO è sorpassato, è tempo di SATAN ADAMA TABAT AMADA NATAS. Holy Shit. Vivere infinite vite, essere infinite persone. Sentire, percepire, vedere il mondo come lo sentono, percepiscono, vedono gli altri. Tutti gli altri. Essere una vecchina che viene scippata e il fottuto scippatore che la scippa, una strafiga ingioiellata radical-chic, un no-global, uno scienziato da nobel, una scrittrice di fantascienza, uno scrittore di romanzi rosa, un barbone, un bambino di sei mesi che ciuccia beatamente, una ragazza di 15 anni tormentata ma con la quarta di reggiseno, un hippy, uno yuppie, un nerd, un palestinese, una cuoca cicciona, un gaffeur miliardario, un entomologo cocainomane. Essere te che leggi queste parole e chissà che diavolo stai pensando. Essere tutti i 6 miliardi e mezzo di esseri umani che non sono me. Essere una contraffazione made in Taiwan. Ma chi è ME? Chi sono IO? Chi è Luther Blissett? Cavolo, questo è un bel problema. Un rompicapo centomila volte più difficile del cubo di Rubik. Il labirinto di Cnosso al confronto è un vialetto alberato. Non al denaro non all’amore né al cielo quadrano sempre le cose. Scrivere un messaggio in codice e farlo circolare per il web. Modificare il messaggio nascosto e inserirlo all’interno di un sito. La Lettera Rubata di Edgar Allan Poe in un mondo alla rovescia. Effetto Domino. Qual è la quadratura del cerchio, il Sacro Graal, la Lancia di Longino, la Pietra Nera, il Tempio, l’Aleph, lo Zahir, l’Ubik, l’oggetto segreto e supposto il cui nome gli uomini usurpano, ma che nessun uomo ha contemplato? Il Problema, l’Enigma. Il fottutissimo Enigma. Zeno Cosini, Nobosuke Tagomi, Indiana Jones, Mike Bongiorno, David Hume, Genova, Venezia, Melbourne, Londra e Bombay. Il picchio salterino, il dinosauro mingherlino, lo scrittore rabbino, il sapore sopraffino, domani andiamo a Portofino: è così chic. Persone, cose, animali, nomi, città. Che senso ha questo delirio? Si parte dal linguaggio, dalle parole vecchie e da quelle nuove, si creano sciarade totali mescolando gli ingredienti. Si sondano le reazioni, si scoprono verità nascoste, rapporti segreti tra fenomeni e pensieri. Fare un frullato mistico postmoderno e vedere l’effetto che fa. Manipolare e simulare per capire. La strategia è la via del paradosso (kuei-tao), e una risata li seppellirà. Qualcuno penserà di aver già letto queste parole. In realtà ne ha lette altre.

Sim Dawdler |
[Nota della lavandaia] / martedì 11 marzo 2008 - 13:14
[...] un’analisi dettagliata dell’articolo e la pubblicherò su questo blog. Nel frattempo, buona lettura. «È pertanto l’alchimia una casta meretrice, che ha molti amanti, ma tutti delude e a [...]