adidas nmd runner pk adidas is dropping two nmd runner pk releases this weekend adidas nmd runner european release dates adidas originals nmd august 18th releases adidas nmd runner triple white adidas nmd runners releasing at pac sun nice kicks adidas nmd die tye adidas nmd runner suede adidas nmd pk runner in yellow releasing in february adidas nmd runner pk yellow camo release date packer shoes adidas nmd adidas nmd runner primeknit red camo adidas nmd runner adidas nmd runner pk adidas nmd runner white adidas nmd white red blue release date adidas nmd white red blue another look adidas nmd white more imagery adidas nmd r2 white mountaineering preview adidas nmd runner pk yellow camo

Tag: Fantascienza

La fantascienza e la signora Brown

Pubblico qui un articolo scritto un po’ di tempo fa per Archivio Caltari (una rivista molto strana bella). Se quando sentite la parola “fantascienza” vi vengono in mente Indipendence Day e Armageddon, leggete il libretto di Ursula K. Le Guin e cambierete idea.

C’è qualcosa di dolcemente nostalgico in La fantascienza e la signora Brown, piccolo saggio scritto nel 1976 da Ursula K. Le Guin. Durante la lettura, l’avveduto lettore del XXI secolo avvertirà la stessa strana malinconia – impastata di orizzonti perduti e consunte utopie – che attraversa la sua mente quando gli capita di sfogliare le pagine ingiallite di un Linus degli anni ’70. Questo libriccino ha una densità paragonabile a quella di una nana bianca o di una stella di neutroni. L’edizione italiana comincia a pagina 9 e finisce all’inizio di pagina 50, per un totale di 42 pagine nette (numero caro agli amanti della fantascienza). Dentro c’è di tutto, ma soprattutto ci sono moltissime cose ormai definitivamente passate di moda: la speranza, l’utopia, l’uomo, l’etica.

Ursula K. Le Guin

La riflessione di Le Guin ruota attorno a due domande apparentemente banali, che al loro interno nascondono però una ridda di questioni profondissime. La prima domanda è «potranno mai sedere insieme […] la signora Brown e la fantascienza?», e la seconda è la conseguenza e l’estensione della prima: «è consigliabile, è sperabile, che ciò debba succedere?». Ma chi o cosa è la signora Brown? La risposta è semplice come la ricetta della torta millefoglie, ed esattamente come la torta millefoglie è composta da molti strati: la signora Brown è una vecchietta qualsiasi incontrata da Virginia Woolf sul treno Richmond-Waterloo, ma questa vecchietta rappresenta anche qualcosa d’altro: la vera essenza del romanzo – ciò che lo distingue da qualsiasi altra forma d’arte – ovvero il personaggio, il carattere, il soggetto, l’individuo, l’essere umano in quanto tale.

La signora Brown

Le Guin si chiede se nella fantascienza vi sia spazio per la signora Brown, se cioè la fantascienza sia condannata a essere semplicemente il luogo dell’Atto slegato dall’uomo, della pura techne – piena di «navicelle in grado di contenere eroici comandanti in uniformi nere e argentee», semplici figure bidimensionali funzionali alla narrazione (simboli che rimandano a qualcosa di astratto e lontano) – o se invece la matrice della fantascienza più autentica non sia nient’altro che l’essere umano, e che la techne acquisisca significato e valore solo in quanto «metafora di una X che gli scrittori cercano. L’individuo sfuggente, sui cui agiscono tutte le cose date, ma che semplicemente è». La signora Brown – in questo senso – sarebbe la X dove scavare, il tesoro nascosto della fantascienza (e non solo).

La fantascienza e la signora Brown

Clicca sull’immagine per scaricare l’ebook

Nelle quarantadue fittissime pagine di La fantascienza e la signora Brown quel che conta non sono le risposte a cui infine giunge l’autrice (financo ovvie), quanto il percorso compiuto per arrivarci, carico di diramazioni e deviazioni che contengono molteplici altre domande e infiniti spunti per riflessioni sociologiche, antropologiche, filosofiche, letterarie (all’interno c’è spazio anche per una delle più belle definizioni di fantascienza che siano mai state scritte, che riporto di seguito). Non ne parlo in questa sede per due fondamentali ragioni: la prima è che la mappa non è il territorio, specie se il territorio è già una mappa (con tanto di X dove scavare); la seconda è che se cercassi di raccontare tutto finirei col riscrivere il saggio di Le Guin, trasformandomi in un novello Pierre Menard alle prese con la ristesura del Chisciotte. E il mio scopo è solo quello di invogliarvi alla lettura.

E che cosa è la fantascienza, nella sua forma migliore, se non […] una chiave inglese folle, proteica, da impugnare con la sinistra, di cui si può fare qualunque uso venga in mente all’artigiano, satira, esplorazione, predizione, assurdo, esattezza, esagerazione, ammonimento, veicolo di messaggi, racconto di storie, qualsiasi cosa vi piaccia, una metafora che si può espandere all’infinito, perfettamente appropriata per il nostro universo in espansione, uno specchio infranto, infranto in innumerevoli frammenti, ognuno dei quali è in grado di riflettere, per un attimo, l’occhio sinistro e il naso del lettore, e anche le stelle più distanti, che brillano negli abissi della galassia più remota?

2005 A.D.

Quand’ero piccolo sognavo di inventare la macchina del tempo e di scoprire tutti i segreti dell’universo, ed ero sicuro che nel 2005 ci sarebbero state le automobili volanti e le astronavi, i robot intelligenti, il teletrasporto, incontri ravvicinati con numerose civiltà extraterrestri e la colonizzazione della Luna e di Marte. Ero obnubilato da Star Trek, Visitors, Guerre stellari, Ritorno al Futuro, ET, Blade Runner, i romanzi di Jules Verne ed Herbert George Wells, Topolino e i Signori della Galassia (un Maestro sa quello che fa anche senza saperlo) e “Razzi Interplanetari” di Lester del Rey.

Lester Del Rey era un alieno?

Negli anni dell’adolescenza mi resi conto che le certezze che avevo da bimbo altro non erano che pii desideri che non si sarebbero mai realizzati, ma in me albergava ancora un barlume di speranza. Mi piaceva pensare che ci sarebbe stato almeno qualche altro viaggio umano sulla Luna, un piccolo segnale per il SETI da un pianetucolo orbitante attorno a Sirio, i proiettori olografici strafichi e un sacco di donne cyberpunk con la tuta aderente in latex.

Ok, non indossa una tuta ma va bene lo stesso.

E invece no, la realtà ha decisamente superato la fantasia. Nel 2005 ci sono i videofonini, AIBO, l’International Space Station, Internet, l’iPod, la PSP, le fiction, i reality show e, soprattutto, Darth Sidious è stato eletto papa e ha scelto di chiamarsi Benedetto XVI.*

Habemus Papam.

*Sono oltremodo fiero di poter dire di esser stato il primo al mondo a notare l’incredibile nonché inquietante somiglianza.

I Malkut

  • Reality is whatever refuses to go away when I stop believing in it. Philip K. Dick

Twitter

Archivi

Follow

Get every new post on this blog delivered to your Inbox.

Join other followers: